Ristrutturare un loft: forti ispirazioni pugliesi


I proprietari, di origini pugliesi, esperti di arte, affascinati dalle atmosfere mediterranee e dal minimalismo raffinato delle residenze della loro terra di provenienza, volevano ristrutturare un loft che, anni prima, avevano acquistato nella Capitale, in zona San Lorenzo.

L’ispirazione è nata nel confronto fra gli architetti dello studio Acrivoulis di Roma e i committenti.

Un piccolo appartamento, che faticava a “respirare”, soffocato al piano terra di un edificio di fine Ottocento, fra muri di tufo con poche finestre e troppa umidità.

Eppure, in potenza, le carte per spalancare le porte alla luce c’erano già tutte. A patto di liberare il micro cortile di collegamento, attorno a cui era ed è organizzata la pianta dell’immobile, ma che in passato era stato chiuso per recuperare qualche manciata di metri quadrati per il bagno e la cucina.

«Piantina alla mano – racconta Maria Acrivoulis, titolare dell’omonimo studio – abbiamo iniziato a lavorare per riaprire gli ambienti. Liberato il cortile, dove ha trovato spazio un salottino “en plein air”, la luce ha pervaso la casa e oggi filtra attraverso la grande vetrata della cucina e il taglio inserito verso la zona living, oltre che grazie a due finestre alte preesistenti, che abbiamo verniciato di bianco e ripensato con l’introduzione di un’unica, grande anta, completamente apribile e a ribalta».

Ristrutturare un loft e recuperare il rapporto con l’esterno

Il vecchio soffitto in cartongesso, smantellato, ha disvelato un solaio in tavolato con travi trasversali che, tinte di bianco, accentuano la matericità del legno, in modo elegante e raffinato.

Il soppalco, già presente, ma realizzato in muratura, è stato sostituito da una struttura leggera e funzionale, con ampi parapetti di vetro, luogo intimo della casa (ospita la camera da letto), ma non precluso alla vista.

«La scala – prosegue l’architetto – è stata concepita come un elemento scultoreo, presenza forte nella caratterizzazione dello spazio. Nella scelta dei materiali, ha prevalso l’uso di colori chiari e di un parquet di rovere spazzolato, con nodi e venature, dalla colorazione naturale, che non si degrada nel tempo».

 

Importante è stato il lavoro svolto a monte per il risanamento dell’unità immobiliare. I problemi di umidità – dovuti al tufo e alla presenza di un piano sottostante di cantine prive di areazione – sono stati completamente risolti grazie all’installazione di un riscaldamento a pavimento, che isola la superficie in terra, oltre che grazie all’intervento di coibentazione delle murature.

L’appartamento è stato progettato con l’integrazione di sistemi domotici, per il controllo delle finestre e dell’illuminazione.

«Ogni spazio – conclude Maria Acrivoulis – è stato disegnato per dare forma al genius loci, ma anche per generare emozioni legate alla memoria. Il progetto, ispirato alle origini dei proprietari, ripropone un’ambientazione in cui la matericità delle murature antiche accoglie nuove atmosfere, ricche di giochi di luci e ombre, che esaltano le forme».

 

 

 

A cura di MARIA CHIARA VOCI

Foto di VITO CORVASCE

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