Ristrutturare un edificio storico tra i campi


Incantata dai colori della Toscana e dalla sua tradizione, ha scelto di venire a vivere una famiglia belga, scegliendo di ristrutturare un edificio storico, rivoluzionando completamente la propria quotidianità e cercando di realizzare un sogno.

Tra i campi del Chianti

Ristrutturare un edificio storicoSiamo sui monti della Val d’Ambra, al confine tra il Chianti senese e il lato occidentale del Valdarno superiore, fra le province di Arezzo e Siena, in un territorio a forte vocazione agricola, celebrato per la bellezza della campagna e la dolcezza del paesaggio collinare, punteggiato di case coloniche, ville e castelli. Chi ha accompagnato i nuovi proprietari in questo percorso, stimolante e impegnativo, è stato l’architetto Sante Bonitatibus, che ha seguito il progetto di ristrutturazione.

 

Ristrutturare un edificio storico

Ristrutturare un edificio storico“Gli edifici esistenti e l’antica canonica annessa alla pieve, del settimo secolo, furono realizzati come abitazione del curato, quando, in epoca medioevale, i vicari cominciarono a stabilirsi presso le chiese succursali, e nel tempo furono ampliati ed integrati per successive aggregazioni volumetriche. Come la gran parte dei manufatti di antica realizzazione, anche la canonica ha subito modifiche e trasformazioni nel corso del tempo, le cui tracce sono ben evidenti nella tessitura muraria”, spiega l’architetto. Il complesso, che può essere interpretato come un piccolo borgo indipendente, di grande impatto e fascino, è distribuito su circa mille metri quadrati ed è composto da quattro elementi distinti, disposti attorno ad un cortile centrale lastricato in pietra, chiuso sul lato nord dalla navata destra dell’antica pieve Tra questi, il frantoio, utilizzato fino alla metà del secolo scorso per la produzione olearia, conserva ancora intatti gli antichi strumenti di lavorazione, come la macina in pietra a trazione animale ed il torchio in legno.

Ristrutturare un edificio storicoDal rudere alla rinascita

“Nonostante diversi interventi di ripristino, seguiti nel tempo, tutto il complesso edilizio si presentava in parziale e preoccupante stato di decadimento. Abbiamo quindi proposto un articolato progetto di ristrutturazione dell’insieme, che consentisse, alla fine del percorso, un dignitoso riutilizzo delle antiche strutture, senza stravolgerne il senso, ma sottraendole al degrado e all’incuria. È stato necessario, quindi, provvedere al risanamento generale di tutti gli ambienti, in particolar modo quelli a contatto con il terreno; al rifacimento dei solai in legno e della copertura, mantenendone inalterate forme e pendenze. La muratura esterna è stata consolidata e ricucita, adoperando tecniche artigianali che garantissero risultati estetici e funzionali e valorizzassero la tradizione toscana”.

Ristrutturare un edificio storicoInnovazione e rispetto

E, nell’ottica di realizzare un progetto contemporaneo, votato non solo al rispetto dell’esistente ma anche alla possibilità di proporre un’idea innovativa dell’abitare, al complesso è stata aggiunta una piscina, costituita da una vasca stretta e lunga, realizzata con materiali e tecniche in grado di integrare il più possibile la nuova costruzione con l’ambiente circostante. Grazie al suo orientamento, la piscina costituisce il proseguimento del terrazzo esterno dell’edificio, che continua a gradoni fino a “tuffarsi” nella vasca più in basso, assecondando nella passeggiata la leggera pendenza naturale del terreno. Dall’incrocio fra la direttrice del terrazzo con il muro di contenimento del giardino, nasce un altro piccolo terrazzo prendisole. “L’obiettivo di integrazione del nuovo col vecchio”, sottolinea l’architetto, “è stato perseguito anche attraverso l’utilizzo delle stessa pietra nel rivestimento dei bordi esterni della piscina”; la continuità fra i materiali, infatti, è una delle chiavi di lettura del progetto, e collabora nella definizione di un interior design coerente con le richieste dei committenti: abitare la Toscana, respirarne la storia in ambienti confortevoli ed eleganti.

Lavorare sui volumi e le altezze

Per quanto riguarda lo studio degli interni, il progetto è partito dal basso, modificando le altezze esistenti ed eliminando i dislivelli e i gradini lasciati dagli interventi precedenti, per creare percorsi equilibrati e sinuosi. Di grande impatto, le scelte sulle finiture: per il piano terreno l’architetto ha selezionato lastre di pietra chiara di grande formato con dimensioni variabili, provenienti da smontaggi di antiche pavimentazioni, e ridotte allo spessore costante di tre centimetri. Al piano primo sono state posate piastrelle di cotto antico, anche queste di recupero, quadrate o rettangolari posate a spina di pesce oltre a listoni di legno provenienti dalla lavorazione di antiche travi di rovere, montate su supporto nobile. Il recupero dei materiali non risponde solo ad un desiderio stilistico ma anche alla ferrea volontà di ritrovare la vera identità del luogo e di valorizzare la tradizione attraverso i colori, le texture, la matericità dei dettagli. Per finire, nei bagni i pavimenti sono in marmo striato olimpico e in pietra naturale avana.

Per quanto riguarda gli arredi, oltre alla stretta collaborazione con l’azienda spagnola Araxan Interiorismo, che ha fornito la maggior parte degli elementi, l’architetto Bonitatibus ha disegnato e realizzato tutti gli arredi fissi oltre alla scala a giorno in ferro, con finitura in ottone brunito e gradini in pietra, ulteriore prova di continuità con la tradizione toscana.

 

 

 

 

 

A cura di ANTONIA SOLARI

Foto di ADRIANO PECCHIO

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