Ristrutturare un casolare in Svezia: un sogno


Il sogno di ristrutturare un casolare e trasformarlo im una grande casa da arredare e da sentire veramente come propria, per Maria Daniels Nordling e Erik Daniels nasce quando vivevano in un appartamento. Sono una coppia svedese che abitava in affitto a Leksand, una piccola cittadina della centrale contea di Dalarna, la voglia di acquistare qualcosa in campagna si è fatta strada piano piano. Un desiderio apparentemente irrealizzabile dal momento che gli edifici di un qualche interesse, fattorie o abitazioni rurali con giardino, erano patrimonio di famiglie che se li tramandavano di generazione in generazione.

La parola a Maria ed Erik

ristrutturare un casolare“Eravamo ormai convinti che non avremmo mai trovato quel tipo di casa che desideravamo, con un vecchio cortile recintato. Non ci siamo comunque scoraggiati e abbiamo continuato a cercare anche lontano da Leksand, sebbene fosse qui che volevamo restare. Forse non lo abbiamo fatto con troppa convinzione, fatto sta che non riuscivamo a trovare nulla. Si vede però che era destino, perché un giorno ci è giunta la notizia che una casa nel villaggio di Mjälgen, che fa parte della municipalità di Leksand, era in vendita.

Ci sembrava impossibile, facevamo quasi fatica a crederci, ma poi abbiamo contattato il proprietario e abbiamo scoperto con gioia che era tutto vero”.

Una volta visitata la fattoria, immediata è stata la decisione di acquistarla.

Legno originario e molta fantasia

ristrutturare un casolareLa struttura era in buono stato e ristrutturare un casolare non sembrava un’impresa impossibile. Nel 1988 era già stata sottoposta dai precedenti proprietari a una ristrutturazione completa. “Anche se molto era stato fatto – ricorda Maria – restavano tante cose da sistemare”. Maria ed Erik hanno cercato, per quanto possibile, di fare da soli, occupandosi di ogni dettaglio, con il desiderio di conservare quanto possibile dell’aspetto e dei materiali della casa, un’abitazione con una lunga storia alle spalle. La casa infatti è cresciuta nel corso dei secoli. In origine, nel 1700, era una semplice stuga (piccoli casolari di campagna, fatti prevalentemente di legno, dove gli svedesi di città amano passare i weekend) che nel 1900 divenne una casetta di due stanze.

Là dove è stato possibile Maria ed Erik hanno conservato il legno originario, valorizzandolo nell’ambito della ristrutturazione. E facendo anche qualche felice scoperta in corso d’opera, come racconta Maria: “Abbiamo ordinato una misura delle finestre che secondo noi sarebbe andata bene per la casa. Erano alte e strette e quando abbiamo segato il pannello, abbiamo potuto vedere dove erano le vecchie finestre e per fortuna avevano esattamente le stesse misure”.

Nello stesso spirito è stato fatto il resto della ristrutturazione: vecchi dettagli sono stati conservati e dove non si poteva Maria ha cercato di seguire le tracce della stuga del 1700.

Scelte di luce per ristrutturare un casolare

ristrutturare un casolareAll’esterno hanno deciso di mantenere la tipica colorazione rossa, mentre quando si è trattato di passare all’interno per ristrutturare un casolare un po’ datato. si è optato per tonalità decisamente più chiare. È stato il gusto di Maria a decidere il carattere che avrebbe avuto la casa: “Ho avuto mano libera – dice -. Quando si è trattato di vernici e carta da parati Erik mi ha dato piena fiducia. E io ho cercato di richiamare in parte lo stile del 1700, anche nella scelta di tinte chiare e luminose, con qualche tocco di grigio che ricorre in più punti dell’abitazione”.

Uno dei pezzi forte della casa è la cucina e la ala da pranzo: estesa su una superficie di 40 mq, ha un soffitto alto 3 metri. Tolto linoleum, moquette e vecchie piastrelle, l’ambiente è stato valorizzato con uno splendido pavimento in pino ed è stato dipinto completamente di bianco.

Country e romantico

ristrutturare-un-casale (6)Quando è stato il momento di scegliere come ristrutturare un casale come questo, Maria ed Erik hanno scelto di arredarlo in stile country con mobili e suppellettili ereditati, trovati nelle aste o girando per i mercatini delle pulci. “Lo stile è semplice – osserva Maria – ma curato. Mi piace mescolare i generi ma stando attenta a mantenere l’eleganza generale”. E anche per quanto riguarda i materiali, il consiglio di Maria è di investire sulla qualità: all’inizio la spesa può essere consistente ma si verrà ripagati sul lungo periodo. L’acquisto del podere ha significato un grande sforzo economico per la coppia che oggi si può dire decisamente soddisfatta e che ancora si emoziona ricordando la notte di Valpurga del 2006 (la celebrazione della primavera tipica delle regioni centrali e settentrionali d’Europa), la prima trascorsa nella nuova casa. Allora era ancora un cantiere. Ma è stata una scelta precisa quella di andarvi ad abitare subito, anche se i lavori non erano ancora conclusi. “Abbiamo potuto così sentire la casa, renderci conto di cosa servisse veramente”. La ristrutturazione è stata una sorta di insegnamento di vita. “Questa casa – dice Maria – ci ha fatto capire che è anche importante fermarsi, guardarsi intorno e vedere quello che è stato fatto, goderne appieno e non soltanto essere concentrati su quanto ancora si deve fare. Questa casa ci ha regalato un nuovo prezioso motto per la vita: vivi qui e ora! Si dovrebbe stare di più nel presente ed essere felici con quello che si ha, non sforzarsi solo di ottenere qualcosa di nuovo o di avere ancora più di quanto già si possiede”. il lavoro di recupero è stato lungo, faticoso, e quindi con la nuova casa si è venuto a creare un legame speciale. Ogni dettaglio, plancia, asse e nodo del legno è ora una parte di loro. tanto che a volte alla coppia sembra diffi cile allontanarsi. “Quando si va via a lungo la nostra casa mi manca – ammette Maria -. Penso che sia un peccato lasciarla. Perché è diventata un po’ come una cara amica”.