Poesia e incanto a tinte soft


 

Con il suo caratteristico tetto rosso, la facciata in mattoni e le persiane di legno, la fattoria di Isabelle Flipo si inserisce armoniosamente nel suo contesto paesaggistico. Ci troviamo a Bondues, piccola cittadina alle porte del vivace centro commerciale di Lille e a soli sette chilometri dal confine con il Belgio, dove fra valli e colline spiccano come vette vermiglie i tetti delle tante fattorie d’impronta fiamminga che caratterizzano questi luoghi. Sono passati vari anni da quando la decoratrice d’interni Isabelle ha visitato questa proprietà per la prima volta: “La fattoria versava in condizioni davvero disastrose e un hangar agricolo, collocato davanti all’ingresso principale, deturpava in modo orribile la facciata della fattoria. Ma – non so neanche io spiegarmi bene il perché – sono rimasta incantata dal luogo. Sarà stato il modo in cui la luce entrava nella dimora, la sua superba posizione e il giardino dalle grandi potenzialità, la dimensione dell’edificio… fatto sta, che ho convinto mio marito e abbiamo acquistato la proprietà. Sono stati fatti tanti lavori per trasformare il vecchio edificio rustico e abbandonato in una dimora di famiglia comoda e affascinante e oggi è davvero irriconoscibile!“, racconta con soddisfazione la padrona di casa.

Isabelle possiede il negozio di decorazione e arredamento Demeure de famille nel centro di Bondues e da decoratrice aveva l’esperienza necessaria ad intervenire direttamente sui lavori di recupero e riqualificazione e infatti, sebbene le grandi modifiche strutturali siano state eseguite da un’impresa locale, molti lavori sono stati fatti dai padroni di casa stessi, coinvolgendo qualche amico. Il pian terreno che in origine ospitava le stalle, gli alloggi dei contadini e la zona lavoro è stato consacrato alla zona giorno, aperta e ariosa, mentre il rinnovamento e la nuova distribuzione di spazi e volumi del sottotetto ha permesso di ottenere una zona notte ampia e luminosa con una suite padronale e cinque camerette. Dall’ingresso, che con il bel pavimento in pietra e l’abbondante presenza del legno antico ha un aspetto spiccatamente country, si accede da una parte al salone e alla sala da pranzo e dall’altra alla cucina lastricata sempre con pietra blu antica e caratterizzata da un ampio uso del legno di recupero. “La dimensione familiare e informale della cucina la rende un ambiente molto piacevole ed è la stanza che amo di più e quella nella quale passiamo più tempo, almeno nei mesi autunnali e invernali. Gode di una magnifica esposizione e di uno sfogo diretto sul giardino, così, al primo accenno di sole basta un passo per trasferirci tutti all’esterno!“. Nel suo carattere aperto e nella distribuzione degli arredi, infatti, la cucina è un ambiente che si presta ad essere vissuto appieno. Un’isola centrale in legno patinato e pietra blu delimita l’area dedicata alla preparazione dei pasti e quella del living.

L’ampio tavolo antico che raccoglie intorno a sé delle seggiole da giardino d’antan è il centro focale della stanza attorno al quale si riunisce l’intera famiglia e, spesso e volentieri, anche qualche amico che decide di fermarsi a cena. Un camino e un’avvolgente poltrona di spirito provenzale aggiungono un senso di cosiness e calore. Come in fila, l’una ad inseguire l’altra, le stanze della zona giorno, la sala da pranzo e il salone, si distribuiscono lungo tutto il piano terra, succedendosi con grande armonia grazie alla scelta di posare un unico pavimento di parquet antico. Le generosi proporzioni del salone ed elementi architettonici rurali, quali travi lignee e pareti di mattoni rossi, donano all’ambiente un grande fascino che la padrona di casa ha enfatizzato attraverso l’uso del colore e l’inserimento di arredi dalle linee sensuali e femminili. Il grigio in tutte le sue sfumature è il colore dominante del salone e crea il trait d’union fra gli eterogenei elementi d’arredo. Isabelle, esperta decoratrice e patinatrice, ha utilizzato questo attualissimo colore dipingendo a tinta piatta e con una finitura “extra matt” l’intera parete del camino, creando, così, un punto d’attrazione dal forte impatto visivo. I mobili, sia quelli nuovi che quelli antichi riportano una delicata patina grigia e il parquet è finito con un effetto cérusé realizzato con l’impiego di una cera tinta di grigio. L’aggiunta di piccoli tocchi di color lino e rosa arricchiscono di charme il cromatismo. Inoltre, tutte le finestre originarie sono state notevolmente ingrandite così l’intera zona, già ben esposta, è letteralmente inondata dalla bella luce naturale che esalta ulteriormente la palette cromatica scelta per gli arredi e la decorazione.

La sala da pranzo riserva sorprese inattese poiché i corredi decorativi ai quali Isabelle ha attinto per l’arredamento sono dei più vari, ma legati fra loro con grande maestria. Nella stanza l’allure squisitamente francese data dai mobili e dalla cura dei dettagli che tradiscono la passione per l’art de vivre dei padroni di casa è piacevolmente contaminata con un certo spirito bohémien e da Wunderkammer, introdotto nell’ambiente da pennelli e tubi di colori, rocchetti d’antan, vecchi volumi, antiche statue del presepio e curiosità di ogni forgia ed epoca. Sempre nella sala da pranzo, altra particolarità, bella e funzionale insieme, è l’apertura decorata con una cornice in legno e una grata in antico ferro battuto che Isabelle ha fatto creare per portare luce alla scala che conduce al piano superiore.

Il sottotetto, in origine impiegato come granaio, è stato totalmente rivoluzionato nell’aspetto e nella destinazione e il tetto originario preservato con una curata ristrutturazione. Anche in questo secondo piano le poche aperture sono state allargate lasciando entrare il massimo della luce, tanto che ci si può dimenticare di trovarsi nell’ex granaio di una fattoria. Sono state sventrate alcune pareti divisorie per ottenere ambienti più ampi e ariosi e dare spazio alla realizzazione di una suite padronale, comprendente una camera da letto, un dressing e un bagno, e di altre cinque stanze, due delle quali per i figli Charles e Alexis. La trasformazione di questa parte di dimora, sebbene radicale, lascia trapelare con eleganza la natura primaria dell’immobile attraverso l’inserimento di citazioni che rimandano alla funzione originaria della costruzione. L’architettura della struttura è, infatti, ben evidenziata anche nel piano dedicato alla zona notte dove viene a costituire un elemento di decoro che si aggiunge a quello tradizionale. Questo risultato è stato ottenuto attraverso alcune inclusioni in legno realizzate artigianalmente su misura, attraverso la scelta di pitture alla calce dal tipico aspetto polveroso e dalle tinte molto chiare che esaltano la texture delle pareti e attraverso le travi in legno antico poste a profilare il tetto in ciascuna delle stanze da letto.

La suite padronale è senza dubbio l’ambiente più scenografico della zona notte e qui il tema del richiamo al passato rurale della dimora si amplia con un abbaino socchiuso da leggere cortine bianche e collegato alla stanza da letto con una scala in legno cérusè. Anche in questo caso, com’è tipico delle dimore country, l’aspetto funzionale si coniuga con quello estetico e all’abbaino è affidato il compito di portare all’ambiente un romantico sapore d’altri tempi e di fungere da pratico e discreto ripostiglio per bauli e oggetti ingombranti. Il ciel-de-lit impreziosito da lenzuola d’antan rivisitate, il letto e i comodini denunciano ancora una volta l’amore dei padroni di casa per le atmosfere provenzali rese fresche e di tendenza dall’accostamento con complementi d’arredo più moderni e con tessuti d’arredo declinati nelle tonalità del grigio. Un piccolo dressing, arredato da Isabelle con una raffinatezza tutta femminile, costituisce il collegamento fra la camera da letto e il bagno padronale nel quale la padrona di casa cede con eleganza al fascino dello stile shabby chic e porta in evidenza l’essenza lignea del parquet, carteggiando il pavimento dopo averlo dipinto con un bianco caldo. La stessa tecnica di patinatura rifinisce il portateli, dei comuni reggimensola e una bergère antica posta di fronte alla vasca d’epoca. “Da fatiscente fattoria a comoda dimora di famiglia in grado di farci sentire bene e felici: il lavoro è stato tanto, ma ne è valsa sicuramente la pena!

di Antonella Padularosa foto di Stephan Clement