Magia targata Hamptons


Negli Hamptons, una delle zone più esclusive dello stato di New York, la villa con vista sull’oceano di un imprenditore italiano appassionato di giardini spicca per arredi e opere d’arte. Scopriamo insieme la magia del vivere negli Hamptons con Fabrizio Bentivoglio Arengi

A un’ora da New York, dalla Grande Mela, dalla città che non dorme mai, c’è tutt’altro. C’è il silenzio, c’è la quiete e c’è il verde. Tanto verde che, a differenza della metropoli, disegna linee orizzontali, morbide, che mettono pace addosso, che in geografia fanno gli Hamptons. Per intenderci il posto più esclusivo dello stato di New York e tra i preferiti dell’intera America. E non è un caso che i divi del cinema, della musica, dell’arte, della moda hanno qui le loro ville più esclusive dove rifugiarsi e incontrare la tranquillità.

Dopo anni di ricerche Fabrizio Arengi Bentivoglio, imprenditore italiano, presidente e amministratore delegato della holding di partecipazioni Fidia Finanziaria, che dalle sedi di Milano e New York è impegnata in molte latitudini del mondo, ha scoperto la magia degli Hamptons. Nel 2010 le ricerche con la moglie Enrica hanno puntato su una dimora del 1985 nel villaggio di Southampton, luogo di vacanza per antonomasia dell’élite urbana newyorkese, una proprietà tra boschi e l’oceano.

La casa si presentava con tinte un po’ digradanti a dispetto del paesaggio attorno, e occorreva nobilmente contestualizzare il tutto con l’eleganza classica dell’architettura New England, tipica dello stile Hamptons. Gli originari 350 metri quadrati sono diventati 700, tutti sofisticati e divisi su tre piani con la formula “upside down” e dai quali, per la posizione di particolare pregio paesaggistico, si riesce ad ammirare una vista sull’oceano.

 

 

Cultori dell’eleganza e del bello i proprietari hanno recuperato e ampliato questo luogo ispirato dall’idea di condividere con la famiglia delle parentesi di assoluta natura tra la rigogliosa vegetazione maculata da fiori e una luce solare morbidissima. A interpretare le idee degli Arengi Bentivoglio è stato Michele Busiri Vici, architetto italiano da anni a New York (Space 4 Architecture) che, nella perfetta centralità degli ampi giardini, ha inserito legno e ardesia aggiungendo calore e strofe di luce dalle tonalità bianche, avorio, khaki.

Le operazioni che hanno caratterizzato i lavori, nati da una visione nuova legata agli stilemi classici negli esterni e più contemporanei all’interno, hanno permesso di allargare il progetto a spazi importanti, di vasto respiro, pieni di luce, in cui i materiali usati sono gli stessi delle originarie abitazioni degli Hamptons.

A farla da padrone, però, c’è il legno, padre e madre per quest’angolo dello stato, nobile e saggio, che impreziosisce, decora, arricchisce e “regge” ogni angolo della dimora che, non a caso, è stata chiamata “The Oaks” (le Querce). Già la cura dei giardini – lavoro certosino con muretti a secco, viottoli di ardesia, un sottobosco che fa da cornice a un’invitante piscina ovale – fa intuire il culto dei dettagli di cui l’interior è pieno.

Cultori dell’arte, Fabrizio e Enrica Arengi Bentivoglio hanno punteggiato le stanze con opere d’arte provenienti da varie parti del mondo. Il must artistico si coglie nel living – ampio, luminoso, bianco – in cui i pezzi hanno una connotazione quasi strutturale, come se fossero inserti delle pareti. Quadri e sculture dell’artista portoricano, da tempo basato a Manhattan, Enoc Perez, degli americani Hunt Slonem e Kevin Zucker, del cinese Ren Si Hong, dello spagnolo David Rodriguez Caballero, dell’uruguaiano Ignacio Iturria, ma anche degli italiani Sandro Chia e Mario Schifano e della fotografa Olimpia Ferrari donano molti colori e altrettante riflessioni da contemplare sulle sedute di un centro sala occupato da divani bianchi in lino, rigorosamente italiani, in abbinamento a poltrone in pelle.

Sul pavimento parquet e tappeti artigianali del posto le cui trame, dalle tinte terra, rimandano ai numerosi inserti in legno che, qua e là, punteggiano la casa. La cucina,allo stesso primo piano del living, spaziosa, è un concentrato di armonia che ruota attorno a un’isola in cui l’acciaio marca il concetto di avanguardismo e conseguente utilità. Sale di lettura anche al pian terreno, dove sono allocate le camere dei figli Federico e Laurentia e ben otto stanze da letto con altrettanti bagni. Per raggiungere occorre salire al secondo piano attraverso una scala attentamente pensata: un mix di eleganza minimal di ferro e legno. Due terrazze e due verande, con sedute in vimini dallo stile casual, affacciano sugli incantevoli giardini dai quali si possono ammirare tramonti unici e il mare che, con un comodo sentiero, si raggiunge in pochi minuti di cammino

Testi e foto di Carlos Solito