Casa colonica: antica magia


È successo per caso che Louise Berglund, interior designer, abbia notato la casa colonica nascosta tra gli alberi di un terreno incolto. Era il 1999 e si trovava nel villaggio di Hjortnäs, città natale di sua madre, in Svezia.

La sua attenzione era focalizzata su una proprietà accanto ma lo scorcio di questa casetta abbandonata aveva ben presto catturato completamente la sua immaginazione e la sua creatività, tanto da convincerla ad acquistarla.

La situazione non era però delle migliori. La proprietà era abbandonata da più di mezzo secolo. E la natura aveva preso il sopravvento. Tuttavia, la casa conservava intatto il suo fascino, poiché conteneva ancora, come cristallizzati dal tempo, gran parte dei mobili e degli oggetti originali degli antichi proprietari.

La storia infinita della casa colonica

Solo dopo anni di duro lavoro e grazie a un attento ripristino, la casa è diventata il rifugio tranquillo che Louise aveva sognato per sé e suoi cari, lontano dal caos della vita urbana. Le prime estati dopo l’acquisto sono state dedicate a un’intensa attività. L’intera proprietà era diventata praticamente impenetrabile a causa della fitta vegetazione.

Abbiamo dovuto strappare gli alberi dalle radici prima di poter piantare un nuovo prato e rendere vivibile il giardino così come lo possiamo vedere oggi”, racconta Louise.

L’area verde intorno alla casa si è trasformata nel tempo in una zona living all’aperto, con siepi, pergolati e piante disposti in modo da definire i diversi spazi. Quando incontriamo Louise e la sua famiglia, in un bel pomeriggio di sole, il duro lavoro di questi anni è ormai dimenticato.

Ingrid, la mamma di Louise, è assorbita dalla lettura di un libro sull’amaca, mentre la padrona di casa prepara caffè e torta di fragole per la merenda.

Si entra in una modalità diversa qui, questo è il mio rifugio” dice Louise, mentre la figlia Clara annuisce e replica: “È completamente diversa qui la vita rispetto a quella cittadina, perché ci si allontana da tv, computer e da tutti gli accessori tecnologici di cui sembriamo non poter fare a meno. Eppure, qualche tempo fa ho invitato qui alcuni amici per la mia festa di compleanno. Pensavamo di ascoltare della musica e invece hanno preferito il silenzio di questo luogo”.

La costruzione della casa, di 80 mq, risale al 1897 ed essendo rimasta vuota per decenni, mancava dei servizi di base come acqua corrente ed elettricità, che hanno dovuto essere realizzati ex novo. Ma l’aspetto più interessante dell’abitazione era che gran parte dei mobili e delle suppellettili erano rimasti intatti.

C’erano tre strati di carta da parati incollati direttamente sulle pareti in legno e i letti apparivano come erano stati lasciati nel 1940”, racconta Louise.

Non soltanto i mobili e gli oggetti parlavano della storia della casa, ma gli effetti personali, come i diari, hanno raccontato molto della vita di chi l’aveva abitata.

Scrivevano tutto quello che accadeva in casa, ciò che avevano comprato o venduto, quando il cinguettio degli uccelli annunciava l’arrivo della primavera o quando cadeva la prima neve”. Louise ha reso omaggio ai proprietari del passato incorporando i loro mobili ed effetti personali nel décor della casa, facendoli suoi.

Una foto su una cassettiera accanto ai propri oggetti personali e ai propri ricordi, una sedia fatta a mano che funge da comodino accanto al letto. Per completare l’arredo ha poi scelto oggetti d’antiquariato provenienti da mercatini delle pulci oppure pezzi fatti a mano.

Colori tenui, delicati motivi floreali e tessuti artigianali creano un’atmosfera campestre senza tempo in tutta la casa. Louise ha gestito sistematicamente in prima persona i lavori di ristrutturazione, cercando di mantenere accogliente l’atmosfera rustica della struttura. Ci sono volute due estati di lavoro per sistemare il giardino e i dintorni della proprietà.

Poi è stata la volta del tetto. E quindi delle finestre: dopo aver rimosso il sottile vetro soffiato a mano e aver raschiato via la vernice, le parti danneggiate sono state sostituite e i serramenti sono stati poi colorati con diversi strati di olio di lino.

Non tutto era salvabile purtroppo. il pavimento in legno della cucina è stato, per esempio, sostituito con uno nuovo in pino trattato in maniera naturale.

In cucina, la boiserie originale in legno è stata invece recuperata e dipinta di bianco. Gli arredi sono poi stati scelti con cura per dare alla cucina un look davvero vecchio stile: maniglie in ottone non trattato e scaffalature aperte, per ricreare un’atmosfera di vita campestre, accanto a un moderno frigorifero che evoca le forme degli anni ruggenti.

Nella camera da letto, invece, è stato mantenuto il pavimento in legno non trattato, dopo averlo però sollevato e isolato. Oggi l’abitazione ha tutti i comfort: acqua ed elettricità, servizi igienici completi di tutto e anche una doccia esterna sul retro del giardino, utilizzabile per rinfrescarsi nella stagione estiva.

Recentemente, proprio perché i lavori non finiscono mai quando si ha a che fare con una casa secolare, è stato sostituito il pavimento della stalla, in modo che il locale possa essere usato per le feste. E in futuro potrebbe essere costruita un’altra casetta con due camere da letto.

Louise ammette di aver pensato più volte di trasferirsi stabilmente qui, a soli 8 chilometri dalla residenza cittadina, a Leksand, in modo da potersi svegliare e godere tutte le mattine della meravigliosa vista del lago vicino. Ma ha paura che vivere in questa casa a tempo pieno possa interferire con la sua atmosfera autentica di dimora di campagna e quindi rovinare la magia.

Se vogliamo vivere qui tutto l’anno è importante pensare a utilizzare materiali naturali e a non eliminare tutte quelle cose che conservano un fascino autentico. Perché è quella patina di antico che dà alla casa la sua atmosfera unica e irripetibile”.

Che ci stia facendo comunque un pensierino…

 

 

 

A cura di Anna Gioia

Testo di Eva Martins/photoforpress

Foto di photoforpress