Un caleidoscopio di colori per la ristrutturazione di una villa a Lisbona


A Lisbona è stata ristrutturata una villa secolare. Il progetto dell’architettura è stato curato da Pedro Gadanho, che ha giocato con la luce e gli spazi.

A circa sessanta chilometri da Lisbona, l’architetto Pedro Gadagho ha trasformato una casa secolare in un tempio di luce, spazio e colori. La proprietaria della residenza, Guta Moura Guedes non si è limitata a dare qualche consiglio su come arredare l’appartamento, ma ha esplicitamente chiesto che gli elementi preponderanti della nuova struttura, fossero la luminosità e gli spazi ariosi delle stanze. La signora Guta s’intende bene di questo genere di argomenti, essendo lei cofondatrice e presidente della società Experimenta Design, con la quale organizza spesso fiere ed eventi di architettura e design in tutto il Portogallo, riuscendo a riunire creativi e imprenditori da tutta la nazione.

L’interpretazione di Pedro Gadanho

L’architetto e la signora Guta sono amici da molti anni ed è stato facile, dunque, per lui capire quanto le richieste della proprietaria fossero importanti.

Gadanho ha completamente stravolto la struttura dell’abitazione, mantenendo solamente le mattonelle decorative sul lato frontale dell’edificio. Le vecchie case in questo Paese si distinguono per la loro chiusura nei confronti del mondo esterno e per la dimensione molto piccola delle stanze. Il palazzo della signora Guta si trova nella zona pedonale del villaggio di Torre Pedra e non è molto appariscente; una volta entrati nel portone e superato lo stretto corridoio dopo l’ingresso, ci si ritrova di fronte a una dimensione totalmente contrastante, fatta di luce e colori. Nel cuore della casa si erge una meravigliosa scala di un azzurro intenso, come se fosse un’opera d’arte e che unisce il piano terra al primo e su fino all’attico.

La disposizione e la struttura delle stanze

Tra i tanti e accesi colori presenti in questo piano, lo sguardo viene catturato da una libreria turchese, costruita come se fosse una sorta di capsula spaziale, che rende il momento della lettura intimo e raccolto, dato che l’architetto sa perfettamente quanto la passione per la lettura sia grande per la sua amica e cliente, Guta. Lungo la scala e la libreria scorre un’ampia hall, attraverso la quale è possibile accedere all’area del soggiorno e della cucina, ma alla fine di questo lungo spazio aperto si arriva a un’altra capsula in rosso, con un tavolo incorporato che ricorda i confessionali dei vecchi monasteri. Anche questo è un luogo dedicato alla cultura e ai libri.

Ad essere onesti non sono veramente entusiasta di questa idea di una stanza dentro un’altra, la ritengo un po’ troppo artificiosa, ma c’è qualcosa di divertente e poco pratico e ciò mi piace! Sostare qui mi mette allegria!”

Ammette la signora Guta, che si è fatta convincere dal suo amico a sperimentare nuove forme architettoniche. Dalla sala da pranzo è possibile ammirare l’intero scenario: la scala azzurra, la libreria turchese, fino alla cucina rosa e la piscina.

Se questa festa di colori dovesse diventare toppo pesante per gli occhi, la signora Guta può chiudere tutte le porte e rimanere nella pace neutra del bianco, in una sala relax con finestre francesi, che conducono al patio esterno.

C’è una zona, inoltre, dedicata solamente ai figli della proprietaria, che hanno optato per colori differenti da quelli tiepidi e più neutrali della madre, spingendosi diretti verso il rosso, per le proprie stanze. Per loro c’è a disposizione un’ala separata della casa che può essere esclusa dal resto dell’edificio grazie alla presenza di una doppia porta. L’architetto Pedro ha avuto un’idea bizzarra per il bagno dei due ragazzi, costruendolo all’interno di un’enorme pillola bianca e rossa. L’idea non ha un significato specifico, ma è piaciuta a tutti.

L’aspetto eccitante di questa caleidoscopica residenza, non è dato solo dal perfetto mix di colori che non stonano mai tra di loro, ma dai moltissimi contrasti creati nell’edificio: elementi secolari uniti a soluzioni moderne, o anche l’ampiamento delle stanze, unite ad altre,che danno forma al concetto di interazione tra gli spazi. Proprio in questo modo è stato concepito il piano attico, il posto preferito della proprietaria. Uno spazio bianco che dà serenità, in cui la zona notte, dove la signora Guta si ritira anche per leggere, è separata dal bagno e da altre zone di passaggio, grazie a porte scorrevoli. La luce in questo piano attraversa gli abbaini e le finestre del patio e fa sembrare il cielo molto più vicino, a portata di mano.

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LOCALIZZAZIONE DEL PROGETTO

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