Recupero di una dimora: eleganza collinare


La vista sul Lago D’Orta e del suo Sacro Monte provvede a rendere l’ambiente intimo ed accattivante.

C’era una volta uno scenario favoloso, come quello del Lago D’Orta. C’era un edificio abbandonato da cui si godeva una magnifica vista panoramica del Lago e del suo Sacro Monte.

L’edificio si apriva su una corte interna in cui troneggiava un grande albero di fico che si stagliava netto, attraverso i giochi di luce che i tramonti disegnavano sul lago.

La committenza era desiderosa di trasformare il luogo per potervi trascorrere momenti liberi e rivivere la storia di un luogo antico, sfruttandone tutto il fascino.

C’era, infine, l’esigenza di recuperare il luogo e di renderlo abitabile rimettendo insieme tutti i tasselli della storia e quindi con priorità assoluta del rispetto del passato.Recupero di una dimora

È nata così l’idea progettuale: riprendere da dove tutto si era interrotto, con la consapevolezza di raccogliere prima le idee e poi renderle operative, mantenendo volutamente uno stile sobrio, quasi monastico, in linea di continuità proprio con quel sacro monte di cui, alla sola vista, si respira tutto il fascino.

L’edificio è ubicato nel piccolo paese collinare di Carcegna – Miasino (NO), immerso nel verde che digrada verso il Lago D’Orta. In questo contesto è stato quasi naturale provvedere al recupero ed alla rimozione di tutte quelle parti che nel tempo erano state aggiunte snaturando l’edificio stesso e la sua storia.

Punti di forza del progetto per il recupero di una dimora

La forza del progetto verte su due cardini principali: la vista sul Lago D’Orta e del suo Sacro Monte e la corte dell’edificio stesso, che provvede a rendere l’ambiente intimo ed accattivante soprattutto grazie alla presenza del grande fico che rende lo spazio armonioso ed elegante, di un’eleganza sobria.

La scelta del recupero dei materiali, legno e pietra, rispetta il passato dell’edificio: i muri sono stati intonacati con la calce del Brenta alfine di rendere l’atmosfera interna più morbida e variegata.

Dopo aver rimosso tutti gli elementi dissonanti, è stato necessario andare a riscoprire tutte le parti che erano state nascoste da interventi non rispettosi del passato dell’edificio.

In questo gioco della ricerca della memoria dell’edificio, sono state recuperate delle parti in muratura in pietra.

Sono stati rimossi i pavimenti in ceramica, sostituiti da pavimenti in legno a listoni di rovere antichizzato ed i serramenti, realizzando i nuovi sempre in legno con la stessa forma e tipologia di quelli presenti nella zona del lago d’Orta.

Il recupero degli spazi ha permesso l’inserimento di un nuovo bagno legato alla camera padronale in aggiunta a quello preesistente ed i rivestimenti dei bagni sono stati realizzati in mattonelle di cemento sui toni di grigio, con all’interno delle figure geometriche.

Tutti i locali si affacciano sulla corte e sull’albero di fico. La Corte è stata in parte pavimentata in beola a forma rettangolare e sotto il vecchio fico è stato collocato un tavolo di sasso poggiato su una struttura in ferro.

 

 

Foto di MAURO BORZINI – ARCHITETTO

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