La ristrutturazione del Palazzo De Laurentiis: la modernità dentro la storia


Progetto di Giuseppe Milizia

Popolo antichissimo, ancor prima dei Greci e dei Romani, di cui si trovano tracce evidenti di mura, tombe e insediamenti, la cittadina di Manduria è conosciuta come la terra del Primitivo.

Il Palazzo De Laurentiis, proprietà della storica famiglia della città, restaurato dall’architetto Giuseppe Milizia, avvalendosi dell’aiuto di Angelo Lomartire suo partner, si erge nella piazzetta Ciraci, in pieno centro storico. Inserito tra altri bellissimi palazzi del ‘600, ‘700 e ‘800 è stato oggetto di una sapiente ristrutturazione, poiché le sue fondamenta erano attraversate da un fiumiciattolo che, nel corso del tempo, aveva creato non pochi problemi strutturali. Inoltre, l’edificio era posizionato su una parte delle mura Messapiche, evidenti in alcuni punti della strada e delle quali si trova traccia anche in una piccola chiostrina al piano terra dell’immobile.

La ristrutturazione del palazzo ha richiesto non pochi interventi di ordine strutturale e statico. Nel ridisegno si è inoltre provveduto a dare una diversa disposizione agli spazi interni, adattandoli alle nuove esigenze di una giovane famiglia che adesso li abita. La casa è stata quindi dotata di ogni comfort e di tutti gli elementi moderni più idonei così da rendere gli spazi vivibili al cento per cento.

Il palazzo, di stampo ottocentesco, presenta volte di vario tipo in tufo e pietra locale di altezza considerevole e caratterizzanti ogni singolo ambiente. Di forma a crociera, diverse nella struttura per importanza dell’ambiente, al piano terra, adibito a foresteria, sono in tufo giallastro, lasciate al naturale; all’ingresso del palazzo, austero come l’ingresso di un castello, troneggia un bel lampadario in ferro battuto, frutto di artigianato locale, ai lati della porta dello studio privato del padrone di casa, troviamo due consolle del ‘700, lascito di famiglia.

Il piano terra

Dall’ingresso principale si accede alla zona giorno del piano terra e ai vari servizi, qui è possibile intravedere una piccola chiostrina nella quale sono state lasciate a vista tracce di fondamenta messapiche in tufo.

L’intervento dei professionisti, in questo piano, è stato di pura conservazione di spazi e materiali, si è solo provveduto a una ristrutturazione statica e tecnica degli ambienti in alcune parti.

Il risultato finale rimanda a una sensazione di grande calore e di tradizione dovuta anche all’arredo realizzato con elementi di legno: mobili, tavoli, divani, cucina sono tutti tipici dell’artigianato locale.

Il primo piano

L’intervento più importante, sotto il profilo architettonico e di interior design, l’architetto lo ha sicuramente realizzato al piano superiore, molto ampio e luminoso. Qui, sono state totalmente abbattute, a parte le strutture portanti tutte in muratura di tufi, le splendide volte a crociera con vari tagli architettonici, un intervento finalizzato a ricreare nuovi spazi abitabili che si allineassero alle richieste dei proprietari, desiderosi di soluzioni più giovani e luminose. Interventi importanti che però non hanno minimamente snaturato la matrice classica del palazzo. Ne è nata una nuova modernità nei colori, nelle pulizie delle volte, nell’uso di stucchi e decori, molto più lineari rispetto agli esistenti, e ottenuti grazie all’ausilio di materiali e pitture contemporanee oggi concepite secondo tecniche innovative e, soprattutto, pensate per non essere nocive per gli abitanti della casa.

A parte l’uso di materiali moderni e tecnicamente idonei, l’architetto ha rispettato anche gli elementi d’arredo in suo possesso, pezzi che la proprietaria ha voluto conservare in quanto oggetti di famiglia, elementi che il progettista, nel rispetto delle richieste, ha saputo opportunamente inserire e adattare al nuovo trasformandoli in perfetti elementi a corredo della casa.

Dall’atrio principale si arriva alla bellissima scala di impatto aereo, realizzata in pietra di Trani, chiara e compatta e lavorata sapientemente da artigiani locali del marmo. Si accede quindi all’ingresso del piano attraverso uno spazio reso ottagonale da elementi in legno verniciati a lacca di colore avorio come le pareti.

Questi compongono le quattro vetrine nelle quali sono stati esposti vetri di Venini e Murano, di vario tipo e dimensioni, coloratissimi e di grande impatto estetico.

Interessante poi il pavimento a decori lignei, di rovere e con intarsi in wengè. In questo ambiente una bellissima volta bianca di tufo, tagliata a spicchi, ospita un pregevole lampadario in cristallo anni ’30. Sul suddetto atrio si inseriscono tre porte d’epoca, sempre fine ‘800, sapientemente restaurate come era in uso nel periodo. Da queste si accede alle camere da letto e al salone principale.

La camera padronale ricavata in una stanza dalle dimensioni molto ampie, caratterizzata da una bellissima volta a crociera, ha da un lato una zona soppalcata, sotto la quale sono stati ricavati gli armadi. Il sistema progettato non chiude per nulla la volta, ma al contrario la evidenzia grazie a un sapiente gioco di luci. Un’unica finestra, infine, illumina e arricchisce l’ambiente caratterizzato da una meravigliosa luce naturale. Il letto con tappezzeria di Veloma, storica azienda fiorentina, è stato scelto dall’architetto e realizzato su disegno da artigiani tappezzieri locali. Completano l’insieme il cassettone settecentesco e il divano ottocentesco, due elementi che rendono la camera da letto uno spazio di grande eleganza, molto ricercato e raffinato.

In continuità, il bagno padronale, al quale si accede direttamente dalla camera, è un ambiente confortevole. Alle pareti, smalti ad acqua ben contrastano con il lambris in legno. I mobili sono stati disegnati su idea dell’architetto e realizzati sempre dall’azienda principale che ha eseguito i lavori d’arredo di tutta la dimora.

Nell’atrio principale, a sinistra, si apre la doppia porta laccata bianca con filettature verde acqua, da qui si accede al salone principale suddiviso in due spazi importanti: la sala da pranzo e la zona conversazione. Le pareti, rifinite con smalti ad acqua, compresi gli stucchi del lambris, compongono quadrature che rimandano a decori fine ‘800 come l’origine dell’immobile.

Il parquet, in legno di rovere con intarsi wengé, posato nella classica spina di pesce regala dei tappeti all’interno del perimetro lineare di tutto l’ambiente. I tessuti, usati per le nuove tende e per gli imbottiti, sono anche questi di Veloma e realizzati da tappezzieri locali.

Ai lati dei due nuovi elementi due pezzi di famiglia, un bellissimo divano ottocentesco e un cassettone settecentesco, in noce, sul quale sono ospitati splendidi lumi in opaline verde acqua e argenti vari; si tratta di due elementi importanti che restituiscono bellezza e grande qualità all’insieme.

Nelle nicchie ai lati del cassettone, rivestite in legno smaltato bianco come il resto delle pareti e ricavate nelle murature portanti, troviamo una collezione di presepe leccese in cartapesta del ‘700, nell’altra vari argenti e vetri di Murano.

Nella sala da pranzo, aperta sul salone, protagonista è un tavolo in noce ottocentesco con sedie anni ‘30, oltre a una bellissima servant in rosso lacca cinese, disegnata dall’architetto Milizia, sulla quale troneggia una specchiera settecentesca di Murano; vari argenti vestono sia il tavolo da pranzo sia la servant, si tratta di oggetti tutti provenienti dalla famiglia De Laurentiis.

Infine, il bagno padronale, uno spazio ricavato in una stanza di servizio, al quale si accede dalla camera da letto dei proprietari. L’architetto ha qui ricostruito una volta a botte quadrata con stucchi curvi che ben delimitano il soffitto e creato un lambris in legno laccato bianco arricchito da un pavimento di Trani montato con un parquet in essenza di rovere. A completare l’insieme un mobile a doppio lavabo, creato sempre su disegno dell’architetto Milizia, e un’ampia doccia contemporanea. L’insieme è perfettamente illuminato da un sistema di luci moderne concepite per dare grande atmosfera allo spazio, rendendolo il più possibile armonioso e sereno.

L’esterno del palazzo, circondato da mura Messapiche, come tutta la zona circostante la piazza Garibaldi, presenta un bellissimo balcone sorretto da tufi lavorati che riprendono le fogge di maschere e personaggi mitologici, una pratica in uso in diversi palazzi locali di stampo nobiliare.

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