Doppia identità nel Mantovano


Progettare un giardino non è sempre cosa facile, ma l’architetto paesaggista Silvia Ghirelli ha svolto un lavoro che è filato liscio come l’olio dal principio alla fine, dalla fase di ideazione a quella operativa, e che ha prodotto un giardino di alto profilo: un’area esterna raffinata e funzionale, dallo stile pulito. Il giardino si trova in un piccolo paese del mantovano, vicino al Po, dove le abitazioni celano spesso, al di là dei loro alti cancelli e portoni d’ingresso, corti e spazi verdi inaspettati.

Prima dell’intervento dell’architetto Silvia Ghirelli il terreno era nudo e sacrificato dall’allestimento del cantiere impegnato nel restauro dell’edificio. L’unica presenza era una grande rosa rampicante appartenuta alla nonna della proprietaria e che l’architetto ha mantenuto. Un aspetto che definisce in maniera evidente l’anima di questo giardino è la sua suddivisione in due stanze: una grande, sul retro della proprietà, dedicata al relax, e l’altra più contenuta, che accoglie un orto. I proprietari, una giovane e intraprendente coppia con due bambini e un vivace beagle, avevano espressamente richiesto che un’importante fetta di verde fosse lasciata il più possibile libera, per giocare, trascorrere momenti di svago, rilassarsi con ospiti e amici.

Silvia Ghirelli ha così ha pensato di progettare un giardino dall’ampio manto erboso intorno alla piscina, proteggendolo dall’esterno attraverso una cornice di tigli e punteggiandolo con zone di bosso. Un grande e originale cuscino flottante è stato posto sulla pavimentazione in legno, per movimentare il disegno generale. Le linee del giardino sono essenziali, moderne, semplici e vanno d’accordo con l’edificio d’epoca che le ospita. La seconda area verde che caratterizza il progetto è il giardino della memoria, l’orto con le piante da frutto che ricorda l’antico brolo, la corte di un tempo, arricchito da segni moderni

L’orto è ricco di rosmarini, salvie, maggiorana, pomodori, melanzane e di tutto ciò che può essere impiegato per cucinare, giorno per giorno. Non è un caso che nelle sue prossimità ci sia la cucina della foresteria, la costruzione adibita a residenza per gli ospiti.