Primavera di rose al Castello Quistini


Castello Quistini, dimora storica del 1500 con giardino botanico in provincia di Brescia, è senz’altro una piacevole meta per tutti, grazie al perfetto mix di storia, natura, architettura e botanica. Castello Quistini si trova a Rovato, a pochi chilometri da Brescia e da Bergamo. Una decina di anni fa, all’interno delle mura del palazzo furono progettati una serie di giardini con collezioni di rose antiche e inglesi pronte a fiorire a partire da maggio, speciali varietà di ortensie e peonie, frutti antichi e piccoli orti con collezioni di piante officinali.

E’ possibile visitare quindi alcune delle sale del palazzo ma non solo: fiori, piante, giardini e collezioni botaniche accompagnano gli ospiti per una passeggiata tra i diversi tipi di giardini che compongono e impreziosiscono la proprietà. Il Labirinto di Rose è uno di questi. Consiste in tre ampi cerchi concentrici composti esclusivamente da rose, con un gazebo al centro coperto con una splendida rosa rampicante ad unica fioritura (Banksiae Alba e Banksiae Alba Plena). I tre cerchi sono a loro volta divisi in quattro settori circolari che raccontano la storia delle rosa: all’ingresso le prime piante che si possono ammirare sono le rose rugose.

Decisamente particolare e accattivante è il Giardino Bioenergetico, realizzato nel 2004 dall’eco designer Marco Nieri e dall’architetto Chiara Odolini. C’è poi il Giardino Segreto delle Ortensie, un piccolo e nascosto spazio verde dove ammirare alcune varietà di ortensie tra le più particolari, come l’Hydrangea involucrata. Un posto di riguardo spetta ad Hortus Conclusus, dove sono state piantate e catalogate una cinquantina di varietà di piante officinali, come l’achillea. Piante che anche oggi trovano uso nei rimedi omeopatici o che forniscono i loro principi attivi per curare le malattie.

Infine, l’antico frutteto. Nel ‘brolo’ sono stati reinseriti molti frutti antichi o abbandonati, come il biricoccolo, che nelle sue tre declinazioni varietali si distingue in ‘nostrano’, ‘gigante’ e ‘vesuviano’, il nashi, il fico brogiotto e il pero cotogno, con il quale vengono realizzate gustosissime marmellate. Il tour tra i giardini è arricchito da alcuni oggetti misteriosi. L’autore è Marco Mazza, proprietario del palazzo e progettista di questo splendido giardino botanico in cui, nascosti tra i cespugli, spuntano animali realizzati con lamiere arrugginite o vecchie batterie d’auto. Dagli scarti nascono così animali come l’aragosta, lumache giganti, tartarughe e anatre.