Giardino Zen: che meraviglia nelle Marche!


Il giardino Zen, concepito nei secoli dalla tradizione asiatica come espressione e sintesi di valori spirituali e concettuali viene erroneamente identificato in Occidente come spazio decorativo attorno alla casa o esibizione di status e potere. In Oriente linee sinuose, forme arrotondate, minimalismo, asimmetria degli elementi, sono riuniti in apparente casualità, così da evocare, reinterpretandoli per sintesi, i paesaggi naturali. Ecco cosa abbiamo imparato visitando quello di Serenella Giorgetti e del marito, Ricky A. Swaczy, l’unico Ryokan esistente in Italia ha portato in Italia il fascino dell’Oriente.

Il muschio al posto di prati uniformi

Giardino Zen nelle MarcheTotale contrasto con le linee rette di vialetti e percorsi, con i verdi parterre di bossi potati con rigore a formare precisi disegni, con l’esuberanza di aiuole fiorite e le imponenti fontane in pietra, o marmo, dell’Occidente.
Efficace compendio di concetti estetici, intellettuali e morali è il giardino giapponese, la cui prevalente finalità è favorire meditazione e concentrazione per raggiungere elevazione e pace.

Giardino Zen: luogo di bellezza

L’intenzione è realizzare luoghi di bellezza, ma dove questa non si riveli apertamente, in sfacciata ostentazione. Piuttosto sia da scoprire, con lentezza, attraverso la tecnica del Miegakure, mostra e nascondi, componendo un percorso che schiude successive visioni parziali, apparentemente naturali e, in realtà, frutto di complesse e costanti cure. Riprodurre l’incanto della natura miniaturizzandone i paesaggi e ricreandoli in spazi spesso non vasti attraverso l’utilizzo di prospettive falsate ed elementi essenziali, quali l’acqua, le pietre, la sabbia, l’armonia del creato.

L’oceano in un cortile

Giardino Zen nelle MarcheSimulare un lago in un minuscolo stagno, una foresta con pochi alberi dalla taglia ridotta ha prodotto la tecnica del Bonsai. Evocare in un piccolo cortile l’oceano e gli specchi d’acqua servendosi di ghiaia o sabbia rastrellata a forma di onde e punteggiata di pietre, a simulare montagne. È questo il concetto dei giardini Zen. Concepiti per meditare e nati come giardini “secchi”, abolendo foglie o fioriture, considerati fonte di distrazione. Suggerire, accennare, evocare, procedere per eliminazione e astrazione seguendo sì regole botaniche, ma anche filosofiche. Giardini mentali e intellettuali, quelli del Sol Levante. Per questo, al di là delle difficoltà determinate dalle differenze climatiche, realizzare un giardino giapponese senza adeguata preparazione è impresa ardua.

 

 

di PICCI MANZARI

foto di RICKY A. SWACZY

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