Stile vintage: una casa dall’anima sussurrata


Basta una prospettiva, quella che abbraccia in un solo sguardo il salotto, lo studio e la cucina, per far sentire a casa Chiara Fresia appassionata dello stile vintage, architetto, interior decorator e titolare del negozio, Il cuore delle cose.

È la prospettiva che si percepisce varcando la soglia dell’appartamento, una casa di famiglia in un quartiere residenziale e particolarmente vivace di Firenze. Prima che Chiara arrivasse a Firenze, nel 2001 e per amore, l’abitazione era già stata ristrutturata da Leonardo, il marito; a lei, che ama personalizzare e rendere unico ogni interno che realizza, restava il piacere del décor.

Ho voluto creare ambienti che ci rispecchiassero. Lo faccio sempre, quando mi occupo di una casa. Cerco di ascoltare l’anima che risuona dalle mura e le personalità di chi fra quelle mura abita”, spiega Chiara.

Così, il suo appartamento fiorentino è un concentrato di cuore dal sapore dolce e deciso. Negli interni ci sono le passioni per il vintage, per la Francia, per l’arte, per il design. La ricerca inusuale e raffinata che contraddistingue ogni stanza (e il suo negozio a Firenze) emerge dai mobili e dagli oggetti scovati grazie al fiuto speciale di Chiara.

Parigi è la sua primaria fonte d’ispirazione e non solo in occasione di Maison&Objet che l’interior decorator visita ogni anno. Le strade della capitale francese nel loro susseguirsi di negozi d’arredamento, di fioristi e di atelier d’artisti sono uno stimolo continuo e sorgenti di nuove idee e suggestioni.

Mi piace andare alla ricerca di piccole ditte sconosciute e di pezzi unici. Proprio durante un’edizione di Maison&Objet, ho trovato il tavolo vintage che ho messo nella cameretta di Emma”, confida Chiara.

Dalle atmosfere parigine e dalle vetrine ricche e sorprendenti, Chiara ha preso il gusto per la decorazione più emozionante che si esprime attraverso le tante piccole scenografie sparse per casa.

Non possono mancare angoli solo decorativi dove l’occhio è appagato”, dice la padrona di casa.

 

Non è solo la Francia ad esercitare il suo fascino sulla padrona di casa, ma anche Firenze e i suoi dintorni ricchi di charme: Il teatro del sale, Fiesole, Baby Birba, un negozietto di giochi e abiti per bambini.

Non appena se ne presenta l’occasione, Chiara visita mercatini d’antiquariato che mettono in moto l’immaginazione.

Sì, perché all’interior decorator gli oggetti antichi servono a creare qualcosa di nuovo: vecchi tessuti diventano tovagliette, gomitoli di spago sottopiatti, libri vecchi bomboniere… ai pezzi rari o addirittura unici, la padrona di casa accosta volentieri elementi di design, essenziali o ricchi a seconda delle stanze.

Un esempio? Le illuminazioni di Ingo Maurer. “Adoro il lampadario in cucina, mi piace sempre. Mi regala delle emozioni ogni volta che lo guardo”.

Sintomo della personalità briosa dei padroni di casa, le illuminazioni del “poeta della luce” non sono i soli elementi che spezzano la pacatezza dell’insieme. Infatti, dalla palette preferita di Chiara, fondata su colori naturali e neutri, spiccano i toni dell’ardesia, del senape, dei decori bruniti e argentei dei tessuti d’arredo, ripresi dal trattamento delle pareti.

Come in salotto dove la decorazione si attua attraverso una giustapposizione di texture e colori: velluti, patine, carta da parati, colori sbiaditi e toni intensi.

 

 

 

A cura di Antonella Padularosa

Foto di Corrado Bonomo

© RIPRODUZIONE RISERVATA