Vintage tra i colli


Gli interni della casa provenzale di un’interior designer sono stati studiati come una successione di ambienti ampi e luminosi, arredati con oggetti scovati in tutto il mondo.

Fogli buttati sotto un letto, oggetti di ogni tipo sparsi nelle stanze, argilla da scolpire. Nell’abitazione di un’interior designer francese regna uno splendido e studiato disordine. Ogni dettaglio svela un particolare della vita della padrona di casa, che dopo essersi innamorata del vecchio casolare del XVII secolo, ha deciso di trasferirsi a Grasse, in Provenza. Con una serie di modifiche graduali ha riadattato gli interni del grosso corpo agricolo secondo il proprio personalissimo gusto.

Le pareti sono state ridipinte di bianco, nelle mura del soggiorno e delle camere da letto sono state scavate delle nicchie per fare spazio ai libri. La struttura storica, già messa a nudo da un restauro precedente, diventa il contenitore architettonico in cui il rapporto tra antico e moderno si sviluppa: per questo sono lasciati a vista parte della muratura in pietra e delle travi in legno dei soffitti.

Nel rispetto della divisione già presente che vede i due grandi ambienti separati da un muro portante, sono stati ricavati il soggiorno da una parte e la cucina con i locali di servizio e uno studio dall’altra. Al centro, un mobile dispensa in legno scuro, realizzato su misura, maschera una scala a gradini sfalsati che conduce al soppalco con la zona notte.

Testimonianze del gusto delicato della proprietaria sono nascoste in vari punti della casa. Alcuni dettagli catturano, infatti, lo sguardo: stuoie di cocco rivestono alcuni angoli del soggiorno, lanterne cinesi realizzate con la carta sono sparse un po’ ovunque, mentre, in cucina, spiccano oggetti vintage, come una vecchia affettatrice, con cesti, pentole e utensili di vario genere che pendono dalle travi di legno.

Gli interni sono stati studiati come una successione di ambienti ampi e luminosi, collegati tra loro attraverso una serie di aperture relativamente piccole, specialmente se confrontate ai 4 metri di altezza dei soffitti. Tra continui giochi di allargamento e restringimento del campo visivo, la luce proveniente dalle grandi finestre si propaga senza timore nell’abitazione.

Ad esaltare la luminosità delle stanze contribuiscono i toni chiari scelti per gli arredi e il colore bianco delle pareti e del pavimento in cotto della zona giorno. Allo scopo di coniugare uno stile contemporaneo con i vecchi arredi inseriti, molti dei quali provenienti dai mercatini locali e da viaggi in giro per il mondo, si è cercato inoltre di recuperare dove possibile le antiche orditure dei soffitti e di riportare in evidenza parti delle pareti che, con il passare del tempo, risultavano deteriorate.

Protagonista di questi ambienti domestici è, soprattutto, il legno che, utilizzato in abbondanza, assume significati sempre diversi a seconda dei casi: assume una funzione decorativa quando viene restaurato nell’intenzione di valorizzare il passato dell’abitazione, mentre in altri casi è semplicemente impiegato per rivestire i gradini delle scale realizzate ex novo. Nella cucina il materiale ligneo costituisce gli arredi fissi di nuova realizzazione e dialoga con il soffitto, recuperato e restaurato. Ancora nella zona giorno, tende leggere in lino, come quelle scelte per separare la zona pranzo dalla cucina, e tessuti dai colori neutri creano un’atmosfera incantata e romantica.

All’esterno, il giardino è un’esplosione di vitalità grazie alla forte presenza di ulivi, fichi e gelsi, da un lato; pini e oleandri, dall’altro. Glicini, rose e bouganville affiorano qua e là hanno anche il compito di incorniciare le finestre. Non  si può certo affermare che questa sia una casa tradizionale, ma in un certo senso riecheggia in maniera archetipica gli spazi domestici convenzionali. Raccontati attraverso oggetti raccolti in giro per il mondo. E’ come se tutti gli incontri con gente proveniente da paesi e culture diverse si fossero materializzati attraverso arredi, quadri, oggetti.

Il risultato è uno spazio che si confronta in modo dialettico e deciso con le tracce del passato e le figure del presente. Eppure niente, all’interno di questi spazi, è più lontano dall’idea di museo. Tutto quello che, con grande ricerca e forte passione, è stato collezionato è ad uso esclusivo e privatissimo della padrone di casa. Un habitat rassicurante per chi, tra le tante esperienze di vita possibili, ha deciso di adottare la stanzialità. E davvero sono tantissimi gli oggetti “in giro” per la casa. Tutti diversi per provenienza, ma tutti con uno strano senso di reciproco equilibrio.

di Marco Milani
foto di Julien Clapot (photo forpre ss.com )