Rosanna La Spesa e le sue metodologie eclettiche


Rosanna La Spesa è un’artista poliedrica, grande sperimentatrice di tecniche sempre nuove, utilizzate per dare voce alla sua creatività, che ha urgenza di esprimersi. Olio, acquerello, ceramica e addirittura termo-fusione in vetro sono alcune delle pratiche che mette in atto per dare forma alla sua arte.

La storia dell’artista

Certamente l’essere vissuta in uno dei centri più famosi proprio per le manifatture in ceramica, Albisola, ha condizionato fortemente il percorso  di Rosanna La Spesa, la quale, già nel 1977, subito dopo il diploma conseguito al Liceo Artistico di Savona, aveva iniziato a esporre alcuni suoi lavori pittorici all’interno della Saletta del Bar Testa. Questo era un luogo famoso in cui artisti come Fontana, Crippa e Capogrossi si ritrovavano spesso. È però solo dopo l’esperienza del 1981, che il suo percorso comincia davvero a delinearsi. Nell’estate di quell’anno, infatti, frequentò un corso estivo di Ceramica e se ne appassionò al punto da iniziare a lavorare direttamente in botteghe storiche, come La Fenice, insieme a Rina Moliardo, da lei considerata una maestra e ancora Torido Mazzotti e al Tondo di Celle Ligure.

I concetti nascosti nelle opere di Rosanna La Spesa

La Ceramica assume , dunque, un ruolo primario tra gli interessi di questa giovane artista piena di entusiasmo, che inizia a sperimentare e a ricercare di continuo tecniche innovative, riuscendo a reinterpretare liberamente e in maniera poetica la realtà, in special modo quella legata alla natura.

Elementi come l’acqua, con le sue trasparenze e il suo continuo mutamento, le pietre, con il loro arcaico linguaggio, diventano i protagonisti della sua opera. “Impronte”, soggetto di una serie di xilografie all’acquatinta, si ripropone durante gli anni come un “fil rouge” fino ai tempi moderni, in cui i lavori recenti dell’artista con l’argilla, richiamano il concetto di memoria fossile della terra, esattamente come anni fa succedeva con la pietra.

Rosanna La Spesa predilige materiali senza smalto o altri interventi per creare delle opere che lei forma manualmente, con l’ausilio di forme che guidano il percorso delle mani, mentre la superficie viene incisa dando vita a creazioni come “Linee d’acqua”, un scultura a forma di uovo sulle quali compaiono incisioni a forma di conchiglia, oppure come “Impronte” in cui il Pecten jacobaeus sembra emergere dai flutti. Entrambi questi lavori sono stati realizzati nel 2016 in terracotta in semire, un semireftrattario bianco al granfuoco, incisione e ossido. Vediamo spesso comparire questa sfera, con le sue proporzioni perfette e gli innumerevoli significati simbolici, ogni volta reinterpretata nelle creazioni di Rosanna. Come nel caso di ”E Conchis Omnia“, in cui la sfera assume un altro aspetto iconico, ancora differente dai precedenti, ospitando nel proprio ventre il guscio di una conchiglia tratteggiato  con pennellate di oro zecchino. Stessa forma che l’artista ha utilizzato per l’installazione di ghiaia “Le Bocche di Eolo”, in cui le sfere sono quattro e hanno colori molto accesi e che l’autrice commenta così:

“Esse simboleggiano la mitica figura e quanto essa rappresenta. La rosa dei venti, ma anche l’azione erosiva del vento che si fa scultore, l’urlo della terra.”

La vetrofusione è un altro momento chiave del percorso sperimentale e creativo di questa artista dalle capacità così eclettiche. Pur avendo caratteristiche estetiche differenti da quelle della ceramica, il vetro presenta proprietà fisiche e componenti chimici molto affini e ciò permette anche una lavorazione che lega i due elementi, dando vita a opere di rara originalità.

Molto conosciuta e apprezzata in questo settore, Rosanna La Spesa espone alcune sue opere in permanenza a Villa Rosa – Museo del Vetro di Altare, nei pressi di Savona e non solo. Sono moltissime, infatti, le opere presenti in istituzioni museali, luoghi pubblici e addirittura edifici sacri di Lugano, Denice, Varazze, Savona e Celle Ligure.
Pur tenendo un’ essenzialità sempre maggiore a livello formale, emerge la sensibilità dell’artista sui temi legati ai problemi del mondo contemporaneo, come ad esempio l’ecologia, che viene espressa dall’artista attraverso creazioni costituite da materiale riciclato; testimone diretta è l’opera “Collezione di anime”, in cui inutili coperchi metallici vengono trasformati in poetiche e vibranti ali di farfalla.