La country house di Paolo Crepet


La raffinata country house dello psichiatra e scrittore Paolo Crepet, con cinque suite intriganti e un fiabesco giardino, riflette il gusto dei proprietari e rilancia il fascino del borgo di Civita di Bagnoregio.

Corte della Maestà, questo il nome dell raffinata country house, è i risultato di un lungo restauro affidato alle sapienti mani degli artigiani del territorio e comprende solo quattro suite, arredate con pezzi unici di arte e design, e identificate da un nome femminile, quasi cinematografico, non a caso scelto con la complicità dell’amico regista (e vicino di casa) Giuseppe Tornatore. “Qualche anno fa”, racconta Cristiana Melis, alla quale spetta il merito dell’arredo di gran parte degli ambienti, “in quello che era il Vescovado nel 1400, si è reso disponibile l’adiacente immobile (già seminario vescovile dal xv sec.). Così, data l’unicità dell’immobile e del giardino annesso, abbiamo pensato di acquistarlo e ristrutturarlo per offrire al borgo un resort di fascino ed eleganza. Lo abbiamo concepito e realizzato come un vero “retreat” per viaggiatori alla ricerca di luoghi unici”.

L’arredamento comprende mobili in parte già di loro proprietà e in parte acquistati da antiquari in Italia e all’estero. Si tratta di un arredamento sicuramente di prestigio ma anche consono allo stile e alla storia del luogo.

Quattro sono le suite, tra cui La Badessa,  il cui letto a baldacchino è appartenuto proprio alla badessa di un monastero e intende essere, secondo le intenzioni dei proprietari, un omaggio all’opera di Stendhal La badessa di Castro. Davanti al letto, ci sono un camino francese, in noce, risalente ai primi dell’Ottocento e una vasca da bagno in ghisa. Dalla stanza si accede ad un delizioso balcone da cui si riesce a scorgere spesso, attraverso il giardino del vescovo, un affascinante tramonto.

La suite La Sonnambula ha, invece, la testata del letto proveniente da una scenografia teatrale degli inizi dell’Ottocento. È un omaggio all’opera di Vincenzo Bellini e, più in generale, alla grande tradizione lirica italiana. Sicuramente di grande effetto è la suite La Scrittrice, la cui carta da parati, che riveste lo studio dell’appartamento, è la perfetta riproduzione di quella che ricopriva le pareti della casa londinese di Virginia Woolf.

L’ultima suite si chiama L’intrusa e, dalle sue finestre, aldilà della valle, si intravede la piccola casa ove soggiornò e morì il poeta e scrittore argentino Rodolfo Wilcock, grande amico di Jorge Luis Borges, alla cui opera l’appartamento è dedicato. È un ambiente molto raccolto e accogliente, con una decisa impronta francese, che comprende un camino, sulla sinistra del letto, sopra il quale “troneggia” un dipinto di Pierre Sallé, pittore francese dei primi dell’Ottocento.

Gli ambienti comuni della corte rispettano l’anima rurale del borgo, gli oggetti disseminati qua e là sono la testimonianza dei viaggi e delle passioni di Paolo Crepet. Per mangiare c’è la cucina di Fratta, diretta dalla stessa Cristiana, pensata come uno spazio comune per gli ospiti non solo per la prima colazione ma anche per stare piacevolmente in compagnia davanti ad un grande e bellissimo camino.

Fascino e comfort regnano anche all’esterno della casa. “Il giardino”, continua Cristiana, “luogo ideale per una rilassante prima colazione sotto al bersò, è stato da noi ridisegnato con l’aiuto di uno dei più importanti esperti di fioricoltura, nello specifico di ortensie.