A casa di Alberto Alessi


Alberto Alessi ha una passione. Che non è, come tutti si aspetterebbero, quella del design. O meglio, la sua Fabbrica dei Sogni, l’azienda che ha rivoluzionato il concetto di living contemporaneo attraverso i marchi Alessi, Officina Alessi e A di Alessi, è un dato di fatto. E per lui, nipote di Giovanni, il fondatore, e figlio di Carlo, il disegnatore industriale che ha creato quasi tutti i prodotti entrati nei cataloghi tra il 1935 e il 1945, la sperimentazione nel settore domestico è il sale della vita. Ma da qualche anno un altro business gli ronza per la testa, assorbendo tempo ed energie (sue e della moglie Laura): “Ho in mente l’idea di produrre vino”.

Così ha studiato e modellato la sua abitazione per questo scopo, prevedendo locali e cantine per barrique e due ettari di terreno di vitigno, con un terzo da piantare il prossimo anno. “Sapevamo che questa è una zona molto difficile, estremamente piovosa, ma non ci siamo fatti spaventare e i risultati sono ottimi”. Merito probabilmente del progetto di agricoltura biodinamica (elaborato dal filosofo Rudolf Steiner) che l’imprenditore ha deciso di perseguire, e che si basa su principi di sostenibilità, su una coltura che segue i ritmi della luna e dei pianeti, senza mai ricorrere all’uso di prodotti chimici.

Naturale, libero, disinvolto è anche l’aspetto della sua grande villa affacciata sul lago, un’antica fattoria del 1600 che comprende una foresteria, una cantina, una vecchia ghiacciaia. “Quando l’abbiamo acquistata, nel 2000, era in uno stato di rovina, con le pareti cadenti e il terreno completamente inselvatichito”, spiega Alessi. Ci sono voluti anni per pulire i campi e sviluppare il progetto architettonico, affidato ad un fuoriclasse: Alessandro Mendini.

Il restauro è avvenuto all’insegna del rispetto dell’esistente e sotto la supervisione dei Beni Culturali. La facciata della proprietà non è stata modificata e per la pavimentazione interna e le scale sono state recuperate le pietre originarie. Un’esigenza di semplificazione e conservazione ha guidato la maggior parte delle scelte di interior: alcuni castagni sono serviti per realizzare i tavoli e il rivestimento del focolare, mentre da un masso ‘emerso’ durante gli scavi per la piscina è ‘sorta’ la scalinata esterna. “Abbiamo cercato di riciclare i materiali esistenti e di dare un contributo alla riqualificazione della zona”.

La dimora si sviluppa su tre livelli ariosi, aperti, con soffitti attraversati da travi di legno e un arredo sobrio, essenziale, movimentato dagli inconfondibili accessori e complementi Alessi, oltre a chicche di design, come la poltrona a forma di mano all’ingresso, modello Joe di De Pas, D’Urbino & Lomazzi, marchio Poltronova, o gli sgabelli giocosi Nelson Perch, disposti intorno al bancone della cucina, firmati George Nelson per Vitra.

Il piano terra è il più appariscente e vissuto, dominato da un formidabile open space con cucina a vista. Si tratta di una versione personalizzata de La Cucina Alessi disegnata da Alessandro Mendini e realizzata in collaborazione con Valcucine (per i mobili) e Oras (per i rubinetti). “Ci piaceva l’idea di una stanza unica ma dilatata”, per vivere in maniera rilassata e confortevole, riunirsi intorno all’enorme tavolo o distendersi sui comodi sofà di fronte al fuoco.

La sala è luminosa e in contatto con l’esterno, con il giardino e il lago. Il piano terra ospita inoltre lo studio di Laura, IlBagnoAlessi dot (realizzato in collaborazione con Laufen e Oras), disegnato dall’architetto olandese Wiel Arets e una zona di passaggio con libreria funzionale. E, pezzo forte, un’elegante spa con piscina interna che occupa 200 mq.

Nel livello superiore, stupisce il razionale sistema di scaffalature che si articola formando una corte e raccogliendo decine e decine di letture. Lo stile della camera padronale e delle altre stanze da letto è sobrio, raffinato, privo di eccessi. Gli originali bagni fanno parte della serie IlBagnoAlessi One progettata da Stefano Giovannoni.

Si tratta di una casa dove l’evoluzione è continua e le possibilità di sorprendere sono sempre dietro l’angolo.


di Francesca Tamberlani

foto di Corrado Bonomo