Cà Bianca: la Provenza a Bologna


In perfetta armonia con l’incontaminata bellezza del Parco Naturale dei Gessi, sorge una deliziosa casa di campagna arredata con passione da una simpatica famiglia

Fu già una graziosa villetta posta sul pendio del monte che guarda Miserazzano, mentre dall’altro lato, su un altro colle più alto, a mezzodì, sta la chiesa di Monte Calvo. Oggi la Cà Bianca è ridotta ad uso di casa colonica”. Così recita il volume “La Chiesa Parrocchiale di S. Giovanni Battista di Monte Calvo”, di D. G. Fornasini, a proposito delle origini di Cà Bianca dell’Abbadessa, un’elegante dimora di campagna immersa nel Parco Naturale dei Gessi, a Pianoro, intorno a Bologna. Il volume prosegue poi nella descrizione di questa casa di campagna: “Fu anche villa del professor Putti, il degno ed illustre discepolo dell’indimenticabile Luigi Concato, del quale acquistò i beni e la casa. Egli si fermò ed abbellì questa villetta.Il Prof. Putti ha seguito anche in questo l’esempio del suo maestro, ed espresse ciò che doveva essere per lui la sua villa, facendo incidere in un marmo, apposto ai massi, che sostengono il cancello della villa, la dicitura latina “Beata solitudo, sola beatitudo”, che pur riesce intelligibile e chiara ai molti profani……”.

Le origini ottocentesche della dimora sono testimoniate dalle ricerche fatte dal proprietario Marco Furlanetto che ne ha trovato traccia nel catasto gregoriano del 1811 e che qui vive e accoglie gli ospiti insieme alla sua numerosa famiglia formata dalla moglie Anna Christina, di origine tedesca, e dai quattro figli: Lorenzo, Edoardo, Tommaso e Carlo. In questa avventura così coinvolgente la famiglia Furlanetto è accompagnata da tanti animali che rallegrano il podere: sei cavalli irish cob, un asinello sardo, quattro cani, galline e colombi. “L’abbiamo scelta per la strategicità della sua ubicazione”, racconta Marco. “Un balcone dal panorama mozzafiato sulla città di Bologna, distante appena 6 km dal centro città. Sembra di essere sospesi nel vuoto, in un posto ancora incontaminato ideale per un progetto di vita che prevedeva numerosi figli e, da sempre, la passione per gli animali”.

Dai lavori di ristrutturazione, durati due anni, sono scaturiti ambienti dal sapore provenzale che creano un’atmosfera avvolgente e rilassante. Il restauro ha rispettato i volumi della vecchia costruzione, e dove è stato necessario utilizzare materiali nuovi, si è scelto di mimetizzarli il più possibile con quelli già esistenti. Oggi Cà Bianca dell’Abbadessa si compone di una grande cucina, due soggiorni (uno a piano terra e uno al primo piano), cinque camere da letto, quattro bagni più due locali di servizio. Sempre nello stesso edificio, con un ingresso indipendente, c’è una dépendance per gli ospiti, costituita da due camere matrimoniali, bagno e soggiorno con cucina. Sempre all’interno prevale la nitidezza delle tonalità crema e del bianco, scelti per intonacare le pareti, per i tessuti e gli elementi di arredo, in contrasto con il legno dei serramenti, vissuto e scurito dal tempo.

“Come filo conduttore dell’arredamento”, riprende Furlanetto, “ci siamo lasciati ispirare dal fascino e dai valori delle case di campagna di una volta con il pavimento di recupero in cotto, collezioni di zuppiere, uccelli imbalsamati, camini con cornici di pietra, quercia e ghisa, tessuti floreali, battiscopa dipinti. In un secondo momento, per rendere la casa ancora più particolare, abbiamo voluto darle un tocco più contemporaneo, combinando quadri e oggetti d’arredo più moderni, come le sedie coi numeri di Billiani, le opere in filo di ferro dell’artista giapponese Chizu Kobaishy, le sedie in plexiglass dell’azienda Kartell e i quadri dell’artista Daryoush Asgar. Il risultato è un’abitazione dalla doppia personalità, dove antico e moderno, sapore artigianale e metropolitano, convivono armoniosamente. Per maggiori informazioni su questa struttura che è diventata un boutique B&B e una location per matrimoni: www.cabiancadellabbadessa.it

Di Aldo Mazzolani

Foto di Corrado Bonomo