Attico in montagna spregiudicato


Vivere in un attico in montagna nell’Engadina è come vivere in un quadro. Boschi, laghi e vette innevate si susseguono nell’ampiezza di una valle incantata.

St Moritz ne è il cuore, Top of the world, recita il suo motto, ed è proprio così, non a caso è nato qui il turismo invernale oltre 150 anni fa ed è forse la località più prestigiosa e chic di tutte le Alpi. Ma non solo. Oltrepassata St Moritz, lo scenario si fa più romantico, i paesi successivi sono graziosi e altrettanto mondani, forse anche di più.

Celerina, Samedan, Bever, La Punt (dove ha casa Giorgio Armani) e infine Zuoz. L’antica capitale dell’Engadina è meta di raffinati amanti della montagna, dello sci, delle passeggiate, ma anche della cultura e dell’arte.

Ai margini dell’antico nucleo nel 2010 sono state costruite ex novo tre case per appartamenti: moderne, eleganti, funzionali e asciutte nelle forme, come da colta tradizione architettonica svizzera, che discende direttamente da Le Corbusier.

L’arch. Elisabetta Pincherle, cui è stato affidato il progetto di interni di un appartamento su due piani (all’ultimo piano e nella mansarda) di uno dei tre edifici, si è confrontata con una vera e propria sfida: creare un’abitazione calda e accogliente, ma nello stesso tempo moderna ed essenziale per un colto milanese, con due adolescenti e un’intensa vita sociale.

Attico in montagna

Il proprietario, un affermato professionista, è riuscito a realizzare una dimora secondo il proprio gusto a un prezzo interessante. Quest’operazione è stata resa possibile dal fatto che al momento di acquistare, l’edificio era ancora soltanto un progetto sulla carta.

L’arch. Pincherle ci racconta come abbia lavorato con il costruttore e gli architetti dello studio Lazzarini di Samedan, progettisti dell’edificio, forzandoli a modificare alcune aperture per rendere possibile un taglio degli ambienti più spregiudicato e funzionale. Con l’architetto Pincherle ha collaborato l’architetto Giacomo Sosio.

Attico in montagna

L’abitazione, oggetto dell’intervento, si sviluppa su due piani: al piano più basso si trovano tre camere da letto doppie con i rispettivi bagni e l’ingresso, con una zona di armadi e una panca-contenitore per scarpe e caschi da sci (per sci e scarponi ogni edificio in Svizzera è dotato di ski-room al piano terra) e al piano di sopra trova la sua ideale collocazione il living-room che occupa buona parte della superficie del sottotetto la cui caratteristica più interessante è di avere una sorta di box di vetro che divide l’interno dal terrazzo a loggia: una sorta di bow-window rovesciato, spinto all’interno.

Il living-room è un grande spazio mansardato. Per renderlo più accogliente il proprietario ha fortemente voluto un camino, che per motivi di tiraggio è a fiamma chiusa, con uno spesso vetro che scorre in un telaio nascosto; ai suoi lati, per dare un senso stilistico, oltre che funzionale all’insieme, l’architetto ha disegnato due torri (per la legna) in corian che decorano e arredano lo spazio.

Un grande divano a L (Mex Cube di Cassina, design di Piero Lissoni) accoppiato a poltroncine vintage e tavolini (Nilufar Milano) completano la zona conversazione; sui due fianchi della vetrata che definisce la loggia esterna sono stati posti la zona TV, con un grande divano rasoterra su disegno e la zona studio, completata da una scrivania in legno massello che termina nel sottofalda.

Attico in montagna

La zona pranzo è posizionata sotto uno dei due grandi lucernari, in modo da sfruttare al meglio la parte più alta sotto di essi e rendere più vivibile questo punto del sottotetto. La camera da letto matrimoniale, sempre posta al piano superiore, è arredata con una boiserie alle spalle del letto, con un contenitore integrato per appoggiare oggetti e luci, evitando i classici comodini.

La cabina armadio si sviluppa nel sottofalda ed è anche un utile ripostiglio per indumenti da sci o sportivi in generale.

La scala di collegamento tra i due piani è stata trattata dall’architetto Pincherle con un’attenzione particolare, per fare in modo che non fosse solamente l’ultima porzione di una qualunque scala condominiale; è rivestita in parquet sia sull’alzata che sulla pedata dei gradini; sul pianerottolo che la interrompe è collocata una scenografica libreria a tutta altezza in cui si incastona una finestrella quadrata che porta luce al vano scala, il parapetto è una lastra di cristallo senza telaio, per dare leggerezza e un’immagine contemporanea all’insieme.

Attico in montagna

Per la scelta della cucina il proprietario ha confermato quella proposta dal venditore dell’immobile, e inserita nel capitolato della costruzione, ma per ottenere un look adatto alla montagna, è stato modificato il top e sostituito con un piano in legno massello alto di spessore, ottenendo così un effetto molto diverso rispetto alla cucina “cittadina” proposta.

Un dettaglio interessante da rilevare è il lucernario a filo pavimento realizzato tra un piano e l’altro, è calpestabile e permette alla luce di attraversare la soletta del living e illuminare l’ingresso, al piano di sotto.

Infine, da notare che la loggia, coperta dalla falda dell’edificio, è l’estensione del soggiorno: divisione solo visiva d’inverno e piacevole area all’aperto, d’estate. L’arredo è essenziale: una panca, al centro, qualche pelle per coprirsi e cuscini. La panca è una porzione di tronco d’albero acquistato dal proprietario in un viaggio in Brasile, così come il tavolino rotondo all’interno del living, è proprio una sezione di un secolare tronco d’albero sempre scovato nelle foreste amazzoniche del paese latino americano.

Attico in montagna

I materiali utilizzati per questo attico sono i classici materiali della montagna, legno per pavimenti e arredi fissi, muri e intradosso del tetto volutamente lasciati in intonaco bianco verniciato per evitare un effetto di “schiacciamento”; gli arredi sono minimali e come tocco decorativo e di personalità sono esposti sulle pareti alcuni quadri moderni e contemporanei da collezione.

 

 

 

A cura di MERY MINERBI

Foto di CRISTINA FIORENTINI

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