Arredare con il colore: esperimento romano


La residenza romana dell’architetto Tommaso Ziffer si trova agli ultimi piani di un palazzo del quartiere Parioli in una via tranquilla e riservata molto verdeggiante ed è un ottimo esempio di come si possa arredare con il colore.

Arredare con il coloreIl volume, totalmente ridefinito dall’architetto, è caratterizzato da uno spazio arioso e luminoso dove oggetti e suppellettili creano scenografie sempre inattese e si arricchiscono del panorama che inquadra i grandi pini mediterranei e la Città eterna.

Arredare con il colore: questione di luce

Vera protagonista di questi ambienti, dinamici e leggeri, è la luce naturale che li colora conferendo energia positiva intensificando gli inusuali accostamenti cromatici. Ad aumentare la luminosità i pavimenti in resina bianca epossidica, gli intonaci chiari in varie nuances chiare, le doghe lignee alle pareti di ispirazione New England così come le porte e i soffitti vetriati sui quali si riflettono gli arredi fissi realizzati su progetto dell’architetto.

Mare, romanticismo ed essenza neoclassica

Arredare con il coloreIn questi ambienti sono riassunte le ispirazioni della poetica dell’architetto, ossia il mondo nautico e l’essenzialità neoclassica.

Accanto ad una basica e radiosa semplicità degli ambienti, a volte trattati con riferimento al mondo anglosassone, Ziffer ha introdotto sapientemente e con ironia tocchi di colori fluorescenti e sovrapposizioni di motivi geometrici, giochi e disegni che reinventano le icone del design moderno come la Poltrona Swan di Arne Jacobsen, il divano LC2 di Le Corbusier e altre sedute di Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand. Nel sottotetto, che un tempo era lo studio della madre Angela Ziffer, famosa interior designer, ora si trovano il living, la cucina in lacca nera con piano in okite bianca, il tavolo in ghisa proveniente da un bistrot parigino con piano in vetro a decori stampati e la camera degli ospiti. L’interior designer ha voluto amplificare al massimo il gioco di specchi che sua madre aveva inventato per conferire leggerezza e respiro all’ambiente.

Tocchi artistici e di classe

Arredare con il coloreAlla maglia geometrica regolare della copertura, creata con questo scopo, si unisce la tramatura di losanghe a parete che filtrano l’esterno modulando la luce.

Anche la camera da letto, situata al piano inferiore presenta riferimenti al gusto britannico.

Una serie di modanature di gesso e tonalità tenui e raccolte creano un ambiente caldo e distensivo dove si inseriscono in maniera impeccabile arredi disegnati sempre da Ziffer, come la commode in pergamena con maniglie in argento, di gusto anni ’40. La stanza raccoglie anche parte di una collezione privata di disegni soprattutto a tema animalier – alcuni preziosi firmati da Cocteau, Carlo Carrà, Romano Dazzi, Pericle Fazzini, Amedeo Modigliani, Andrea Guerra, Morandi – la consolle demi-lune Luigi XVI e lampade da terra Jieldé anni ’50. In tale contesto contemporaneo e disinvolto, non mancano importanti inserti di antiquariato, quali la commode intarsiata Luigi XVI piemontese e una stupenda canefora in terracotta. Qui il cromatismo è intensificato dalla presenza di opere d’arte appartenenti a epoche differenti: un optical di Vasarely degli anni settanta e un’opera di Damien Hirst si affiancano ad una misterica pittura di James Brown. La progettazione attenta e disinvolta dell’architetto ha saputo giocare ed evidenziare lo spazio con la luce, riportandolo alla sua essenzialità creando stanze gioiose dalle superfici vellutate che ospitano sculture come Mask di Garouste & Bonetti e quadri di artisti contemporanei volutamente accostati ad arredi d’antiquariato e tessuti ikat. Ci ricorda il critico storico dell’architettura, Siegfried Giedion, che scrisse: «È la luce che dà la sensazione di spazio. Luce e spazio sono inscindibili. Se si elimina la luce il contenuto emotivo scompare e diventa impossibile coglierlo».

 

 

di SARA LUCCI NOSEDA Foto di GIORGIO BARONI

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