L’architettura sostenibile di Berman e Kotchen


Nel Connecticut, un’abitazione monofamiliare segue i principi dell’architettura sostenibile e mette d’accordo il concetto più alto dell’abitare con il risparmio energetico

Non crediamo nelle architetture di tendenza. Crediamo nella progettazione di luoghi che riflettano il loro contesto di appartenenza e le diversità nella società. Sebbene l’architettura possa essere vista come “mattoni e legno”, essa non è statica. Siamo affascinati dal fatto che ogni edificio racconta una storia e che ogni racconto ha le sue ragioni economiche e sociali. E siamo convinti che ogni edificio è parte integrante della nostra ecologia. Per questo la nostra priorità è quella di trovare un equilibrio perfetto tra componente sociale, fattore economico, rispetto ambientale ed esigenze dei committenti”. Pochi manifesti, come questo, sanno essere più eloquenti sull’etica e sulla filosofia del progetto. I suoi autori sono Matthew D. Berman e Andrew D. Kotchen di Workshop/apd, gli stessi progettisti che nel 2006 hanno vinto la Global Green Sustainable Design Competition For New Orleans (promossa da Global Green e Brad Pitt), con il progetto GreeNOLA, una serie di abitazioni ecosostenibili per il nono distretto di New Orleans, uno dei più danneggiati dall’uragano del 2005.

Tra i loro più recenti lavori c’è anche questa abitazione ad Old Greenwich, nel Connecticut, altro interessante esempio di sostenibilità progettuale. L’abitazione presenta la tradizionale suddivisione delle aree funzionali su tre livelli: zona giorno al piano terra, camere al primo piano e area relax, home theatre, cantina e servizi al piano seminterrato. Questa logica è il riflesso di uno studio accurato delle condizioni ambientali e climatiche che hanno suggerito agli architetti di prevedere un generoso deck ad angolo (sui lati sud ed ovest), in corrispondenza del soggiorno e dello studio, godibile sia durante la bella stagione, sia nei mesi invernali, come fonte di luce naturale (entrambi i lati sono, infatti, intervallati da ampie vetrate).

Protagonista della zona notte è, invece, la grande camera padronale, anch’essa affacciata su un ampio terrazzo, in estate utilizzato anche come zona relax e affiancata da una cabina armadio e, a seguire, dal bagno padronale.

Ma la sfida degli architetti era principalmente quella di riuscire a combinare l’estetica e le prestazioni di un’abitazione di prestigio con i bassi consumi di una casa ecologica. Sfida pienamente riuscita se si pensa che il progetto è stato classificato come HPB (High Performance Building). Se, infatti, all’apparenza potrebbe sembrare una qualsiasi monofamiliare di alto livello, la residenza di Old Greenwich rappresenta uno dei più avanzati esempi di efficienza abitativa.

I consumi energetici sono ridotti del 50% grazie ad un sistema domotico che gestisce tutto l’impianto di illuminazione interna ed esterna. L’utilizzo di vetri basso emissivi per gli infissi permette di trattenere il calore in inverno e respingere i raggi del sole in estate. Un impianto meccanico di ventilazione e umidificazione (energy recovery ventilator), permette il ricambio costante dell’aria e un controllo simultaneo del livello di umidità, senza dispendio di energia. Riscaldamento e raffreddamento sono garantiti da un impianto geotermico che, combinato con un sistema domotico permette di impiegare il calore in eccesso per il riscaldamento dell’acqua domestica, con un risparmio energetico del 50%. Infine, una cisterna posta all’esterno e interrata raccoglie l’acqua piovana che viene poi immessa nel circuito dell’irrigazione.

Di Claudia Capperucci