Southemp: l’azienda del sud Italia che lavora la canapa


La Southemp è una di quelle aziende che dal nome e dal tipo di attività che svolge, non ci si aspetterebbe mai di trovare in Italia. Creata dalla lombarda Rachele Invernizzi, ha visto il suo sviluppo nella terra più a sud del Bel Paese: Crispano, in provincia di Taranto. Questa realtà tutta nostrana è specializzata nella produzione di materiali ricavati dalla canapa. Una storia inconsueta e coraggiosa, che racconta un piccolo spaccato dell’imprenditoria audace e determinata del nostro Paese.

La nascita e lo sviluppo dell’azienda

Viene dalla pubblicità Rachele, che stanca dello stress dovuto agli ambienti estremamente competitivi e ipocriti di quel mondo, prende una decisione repentina e piuttosto drastica:

Sono nata sul lago di Como e lì ho vissuto a lungo. Ho sempre amato la campagna, i grandi spazi, la tranquillità e la città mi è sempre andata stretta. In Puglia andavamo in vacanza con mio marito e i miei figli, dal 1989. Ci siamo trovati tanto bene da acquistare dei trulli nella zona di Martina Franca dove ormai abito stabilmente.”

racconta a Ville&Casali, e spiega la sua profonda convinzione nell’abbracciare uno stile di vita ecosostenibile, a partire proprio dal lavoro. Secondo Rachele, questo è l’unico futuro possibile per il nostro pianeta e che, inoltre, offre inaspettate, ma concrete opportunità di lavoro ai molti giovani in cerca di occupazione, evitando le famose migrazioni verso il nord e poi aggiunge:

“L’idea di creare qui in Puglia un’attività lavorativa è nata per concretizzare il mio interesse per vivere nella natura e per la canapa e i suoi molteplici utilizzi e dalla volontà di puntare sulla Green Economy.”

La scelta di affrontare i rischi dell’imprenditoria, puntando su colture così impopolari e inconsuete per una terra in cui gli agricoltori sono abituati a dedicarsi alla produzione di olio, vino e grano, ha portato Rachele a fondare nel 2011 la Southemp. Una donna a capo di un’ azienda che punta sulle molteplici proprietà della canapa, ai più sconosciute, per trasformare le paglie che si ricavano dai fusti e per la vendita di semi.

La Southemp non ha terreni propri, gli oltre quattrocento ettari in cui viene coltivata la sua canapa sono quelli degli agricoltori, che si sono lasciati convincere dall’entusiasmo e dalla determinazione dell’imprenditrice la quale  a Ville&Casali confessa:

Difficile all’inizio convincere gli agricoltori a dedicarsi alla coltivazione di Cannabis Sativa, dalle foglie simili alla Cannabis di pessima fama, ma priva di THC, cioè della valenza stupefacente, e invece ricca di CBD, elemento che rende la pianta utilizzabile a fini farmaceutici, lenitivi e cosmetici, ma in particolare industriali”.

Nello stabilimento della Southemp, dal fusto della pianta di canapa, ricco di legnina e cellulosa, si ottengono il canopulo e la sottile fibra, entrambi con ottime proprietà fono assorbenti e isolanti. Tra gli oggetti e i materiali più richiesti nell’edilizia che possono essere realizzati con questo speciale composto:

  • lettiere per animali;
  • bioplastiche;
  • pannelli isolanti;
  • bio feltri;
  • rinforzanti per le materie plastiche. realizzare con questo materiale.

Rachele è anche affiliata a diverse associazioni, tra cui anche il Consorzio che si occupa dell’utilizzo industriale della canapa e conclude raccontando ancora qualcosa del paesaggio imprenditoriale, che lei stessa ha messo in piedi, facendo muovere a catena moltissime altre realtà:
Oggi le aziende agricole da noi coinvolte nel progetto canapa sono 120, distribuite in undici regioni, ma c’è ancora moltissimo da fare. Sia il Politecnico di Milano che l’Università Federico II sono impegnati in progetti di ricerca per ulteriori utilizzi. Io stessa partecipo e promuovo incontri destinati a far conoscere il fantastico mondo della canapa. Il ritorno alla terra oggi non è un ripiego, ma un’opportunità di realizzazione per i giovani, oltre che di salvaguardia del territorio, che solo la New Economy può proteggere”.


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