Arredamento: il design orientale al centro di Roma


Nella splendida cornice di Campo de’ Fiori a Roma vi è un appartamento molto particolare di un’ importante manager romana, che vive con il suo compagno. Appassionata della cultura orientale e grande viaggiatrice, Elisabetta Maggini he deciso di arredare l’abitazione riprendendo i colori e gli stili tipici di quei luoghi così lontani, ma a cui lei si sente legata moralmente. Per portare avanti la sua idea, la manager, ha deciso di affidarsi a un suo vecchio carissimo amico, designer e architetto di successo: Tommaso Ziffer.

Come nasce un progetto orientale nel pieno Centro della Capitale

Tavolo

La protagonista di questa storia ha raccontato molti dettagli sulla nascita e lo sviluppo dello stile d’arredamento dell’appartamento, in cui la continua ricerca e la soddisfazione delle sue fantasie di design si sono materializzate davanti ai suoi occhi con l’aiuto proprio di chi conosce il suo passato e dice a Ville&Casali:

Quando ho comprato questo appartamento a due passi da Piazza Campo dei Fiori a Roma ho pensato che l’architetto Tommaso Ziffer fosse la persona più adatta ad interpretare i miei gusti e la mia anima. Io e Tommaso ci conosciamo fin da piccoli, sua madre seguì la progettazione della casa di mia nonna e solo Tommaso poteva essere in grado di tradurre in architettura e nell’arredo la mia sensibilità”

Elisabetta è stata molto spesso in India e in Thailandia, di cui conserva moltissime immagini fotografiche e un forte legame nei confronti delle religioni e delle filosofie orientali. Il suo amico Tommaso è stato all’altezza delle sue aspettative, riuscendo a creare per Elisabetta, ambienti dai colori molto intensi, ma allo stesso tempo distensivi e rilassanti, non solo, ma è stato magistralmente perfetto nel riuscire ad abbinare, a questo stile così vivace, alcuni pezzi di arredamento di famiglia di Elisabetta, che svelano le sue radici. Ne è nato uno stile, che non ha un vero nome, ma che la proprietaria ama chiamare “barocco-rock”, un termine che, dice, descrive perfettamente la sua personalità, poi continua:

“All’interno di questo ricco ‘contenitore’ si incontrano arredi di antiquariato Biedermeier insieme a disegni del Vanvitelli, vasi cinesi antichi del 1100 che abbiamo scelto di mettere sopra il camino in marmo di Carrara e le collezioni alle quali tengo tantissimo, come quella di netsuke, piccoli bottoni dei kimono, ma vere e proprie micro sculture, o quella dei porta oppio antichi realizzati in porcellana, avorio, legno, ottone e altri materiali.”

Prima di scegliere i colori per i rivestimenti e i suppellettili l’architetto e la sua committente hanno fatto una lunga ricerca e non pochi esperimenti, dialogando e confrontandosi continuamente per procedere con soddisfazione e coerenza in questo progetto che appaga entrambi.

divano

Camminando all’interno di questa abitazione, che certo non vuole proprio nascondere la propria spiccata personalità, si nota la capacità dell’architetto Ziffer di abbinare alla scenografia degli arredamenti, la funzionalità e l’aspetto pratico delle necessità che si incontrano nella vita quotidiana. I pannelli asimmetrici, che dividono la zona studio da quella del living, che quando vengono chiusi creano un pacato bosco di bambù, ne sono la prima testimonianza evidente. I colori, poi, sono proprio il segno identificativo della progettazione attenta e impeccabile dell’architetto, che riesce a combinare toni nordici e anglosassoni con quelli più accesi della cultura orientale, come il “verde Cina”, o i bordeaux dei dettagli intessuti nei cuscini e nella tappezzeria. Nel salone di rappresentanza, Ziffer mette in piedi una vera e propria scenografia cinematografica con suggestivi passaggi di colore che vengono intensificati nei tessuti e nelle tende raccolte lateralmente con foglie in bronzo, chiaro riferimento alla tradizione romana, nel quale. Sempre qui, inoltre, riesce a far convivere il tappeto con fantasia geometrica degli anni Settanta, non solo insieme a un trittico dalle forme della moda del decennio precedente, ma anche a delle applique e ad arredamenti di stili differenti.

Lo studio della luce svolge un ruolo molto importante, in quanto deve inquadrare i diversi oggetti dando vita ad atmosfere pacate e molto calde.

Sul terrazzo sono presenti moltissime piante tropicali e mediterranee che disegnano un angolo suggestivo, una bellissima cornice in cui vengono inquadrati tetti e cupole di Roma e a questo proposito Elisabetta spiega:

“È stato mio fratello botanico a scegliere queste varietà! Volevamo che anche quest’angolo della casa fosse unico e particolare. Così quando ho trovato, provenienti da un antico palazzo nobiliare romano, queste maioliche dipinte a mano raffiguranti i segni zodiacali le ho immediatamente prese pensando che qui sarebbero state perfette.”

Uno degli ambienti che lascia più strabiliati è di certo la sala da bagno, decorata con una carta da parati molto prestigiosa dipinta a mano, che rappresenta un paesaggio indiano, ma non è questa la stanza che l’architetto ama di più; la camera da letto è la zona della casa in cui i passaggi di colore, dal fuxia al verde e poi da nero ad avorio restituiscono un’energia intensa giorno dopo giorno: è proprio questa la stanza preferita sia dall’architetto che dalla sua amica e committente Elisabetta, che riferendosi agli splendidi toni di questo ambiente, conclude:

“Non mi stancano mai, mi rassicurano. Questa è la mia casa.”

baldacchino