La filosofia giapponese nel design


Nendo è lo studio fondato nel 2002 a Tokyo da Oki Sato, uno dei protagonisti principali del design internazionale. Con uffici anche a Milano, lo studio produce più di 200 progetti all’anno: lavori, che spaziano dagli arredi, agli oggetti comuni fino alle installazioni d’arte. Oki Sato progetta con concetti semplici, intelligenti, dalla piccola alla grande scala: dalle bacchette per il sushi no all’interior design di un centro commerciale. Ma cosa significa Nendo in giapponese? È la creta, un materiale così plasmabile, flessibile e naturale per modellare nuove forme con bellezza, originalità e stile. Il lavoro di Nendo è caratterizzato da una profonda ricerca, facendo tesoro delle piccole emozioni, contenute nella grande quotidianità. Oki Sato a Ville&Casali racconta in sintesi:

Le idee crescono, fino a diventare veri progetti.

Una produzione versatile in cui il designer giapponese coinvolge sempre i cinque sensi, gioca con le superfici, i colori e i materiali, creando relazioni tra oggetti, ambienti e persone. Oki Sato ha progettato per Flos, nota azienda nel campo dell’illuminazione, Gaku e Sawaru, due lampade interattive.

Uscendo dallo schema di una classica lampada, il designer ci racconta il suo modo personale di fare luce: Gaku è una scatola, un ibrido tra accessori e mobili. La lampada può essere appesa a diverse altezze, può ricaricarsi e muoversi. Il sistema di magneti inserito nella cornice permette anche di abbinare alla luce altri complementi come vasi, specchi e fermalibri. Sato aggiunge:

Ho sempre il desiderio di regalare momenti di stupore, perché dalle piccole cose, magari anche banali, nascono i grandi progetti.

I momenti che spesso riteniamo insigni canti, quelli nascosti nella vita di ogni giorno, ci regalano la qualità di vita, alla base della filosofia progettuale dello studio di Sato. il designer giapponese conclude:

Che sia nostalgia, humor, sorpresa o ironia: le emozioni sono come le spezie utilizzate in cucina; arricchiscono i sapori e cambiano il piatto. Così nel design: l’emozione condisce, arricchisce e dà valore al progetto.

Di Veronica Balutto

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