Il comfort dei letti cocoon


Elemento centrale della zona notte, il letto, funzionalmente, è il cardine di quello che potremmo definire il “sistema riposo” fatto di struttura, materasso e guanciale. Un elemento d’arredo fondamentale che riveste, anche stilisticamente, un ruolo centrale nella generale progettazione della camera da letto.

Per queste ragioni il suo acquisto va sempre pensato con attenzione, valutando bene le dimensioni rispetto allo spazio, l’ergonomia e il comfort, ma anche considerando, sin da subito e nel dettaglio, stile e colore, due caratteristiche, da annotare come imprescindibili. E se per ciò che concerne la funzionalità i letti di ultima generazione sono estremamente performanti e garantiscono ottime strutture, e quindi un buon riposo, per ciò che concerne “la tendenza”, negli ultimi anni, c’è stata una grossa crescita stilistica e un salto in avanti, non soltanto verso tonalità più brillanti e accese, ma anche verso forme più morbide e arrotondate che guardano a questo elemento come a un vero e proprio cocoon contemporaneo.

Inoltre, oggi, il letto pur rimanendo sicuramente il luogo del riposo per antonomasia è diventato anche lo spazio in cui scrivere, conversare, chattare, leggere e lavorare, un processo che ha portato a una grande evoluzione di questo elemento d’arredo. All’interno delle ultime collezioni notte troviamo diverse testiere e strutture imbottite. E se il letto in legno ha sempre il suo fascino e continua ad attrarre una buona fetta di mercato, complice l’essenzialità delle linee e la robustezza, è soprattutto nelle soluzioni tessili più morbide che nell’ultimo anno si sono sbizzarriti creativi e designer.

Ampie cuscinature tono su tono, o a contrasto, mixate a morbide strutture rivestite in tessuto e pelle, elegantemente vestite nei toni caldi del beige e del grigio, o nelle più vibranti pennellate di azzurro e blu, arricchiscono letti informali progettati per nuovi ambienti e nuovi stili, su tutti il caldo minimalismo, un’inedita frontiera dell’essenzialità dei primi anni 2000 (il minimalismo per l’appunto) di cui sentiremo sicuramente parlare nel 2018.

Di Claudia Schiera

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